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Caso Claps, Danilo Restivo serial killer internazionale




(foto fonte web)

(foto fonte web)

Ai bambini, molti anni addietro, si raccontavano favole e storie con orchi cattivi, uomini mangia-bambini e fra tutte, la favola di Barbablù assassino di ragazze faceva da capostipite. Oggi, quei bambini cresciuti leggono la storia delle favole della propria infanzia sbattute in prima pagina con una cadenza che fa riflettere.

L’ultimo caso, del quale già Internationalpost si è occupato in passato per la risonanza nazionale della vicenda, è quello della morte di Elisa Claps, ragazzina di sedici anni di cui solo nel 2010 sono stati ritrovati i poveri resti nel sottotetto di una Chiesa. Aldilà dei motivi, si trattò di un assassinio brutale con la morte di Elisa avvenuta per le ferite profonde inflitte in più punti del corpo e finita per strangolamento. Oggi, molti pezzi tornano al proprio posto nonostante quasi vent’anni dall’accaduto. Si scopre così che il presunto assassino, Danilo Restivo, potrebbe essere un serial killer internazionale, autore di molteplici omicidi avvenuti in diversi paesi europei: Spagna, Francia e Inghilterra, oltre che in Italia.

Già prima della scoperta del corpo di Elisa, Restivo era stato arrestato in Inghilterra con l’accusa di essere l’assassino di Heather Barnett, vicina di casa dell’uomo. L’indizio principale? La presenza di una ciocca di capelli presente nelle mani della vittima. Il particolare si è rivelato illuminante per la Procura di Salerno che si occupa del caso Claps: è lo stesso indizio che si rileva anche nella triste vicenda di Elisa, portando alla luce un elemento presente nell’istruttoria sul caso, ovvero che Restivo aveva l’abitudine di tagliare ciocche di capelli alle ragazze in autobus. Una semplice casualità? La risposta arriva dalla Spagna, agosto 1999: una donna, tale Yvonne O’Brien, viene ritrovata morta. Si tratta un caso illuminante.



Lo studio legale internazionale di un noto avvocato di fama mondiale, Giovanni Di Stefano già difensore di Saddam Hussein e Slobodan Milosevic, si ricorda infatti che fra le mani della Barnett vennero ritrovate ciocche di capelli appartenute a una donna che, prima di morire, era stata tra Valencia e Perpignan. Scienza e ingegno umano si fondono negli esami tricologici effettuati sui capelli ritrovati, studi utili a individuare il peso, l’età e la razza del “possessore” dei capelli esaminati.

Dal 1999 a oggi, la polizia spagnola ha già dato un nome e un volto all’assassino di Yvonne O’Brien. I recenti colpi di scena potrebbero permettere la riapertura del caso e, se ci saranno i riscontri necessari, far si che un innocente non paghi colpe altrui. Il prossimo passo del caso Claps sarà infatti l’esame tricologico. Ma non è tutto. E’ ancora una volta l’avvocato Di Stefano ad allargare il cerchio delle indagini, addirittura presentando un dossier contenente rilievi e dubbi circa altre quattro donne, le cui morti o scomparse sono avvenute fra il 1995 e il 2003, tutte giovanissime. Moktharia Chaib, 19 anni e Marie Helene Gonzales, 22 anni vennero crudelmente uccise alla stazione del paese, addirittura con tagli vistosi e profondi all’altezza del ventre e mutilate; Tatiana Andujar, 17 anni, e Erika Ansermin  sono invece svanite nel nulla.

Cosa c’entrano con Danilo Restivo? Foto e articoli di quest’ultima sono state ritrovate sul computer dell’uomo e in ogni omicidio si rilevano delle similitudini. Le procure di Spagna, Francia, Inghilterra e Spagna si ritrovano dunque a indagare su quel che ha tutta l’aria di sembrare un serial killer internazionale. Il caso Claps si trasforma così da realtà a romanzo giallo dai contorni ancora tutti da definire, quasi una “favola cattiva” con Barbablù stavolta in carne e ossa, con un nome vero e un volto: il caso Claps diventa dunque una vicenda che ha tutte le carte in regola per essere ricordata in futuro come uno dei misteri internazionale più intriganti degli ultimi decenni, nell’attesa di nuovi sviluppi.

di Pasquale Ragone

(Articolo tratto dal settimanale “International Post”, 18.10.2010)

Sull’argomento vedi anche:

“Caso Claps: retroscena e analisi di un omicidio d’altri tempi”, 9.8.2010

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