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L’Italia del 12 dicembre: una bomba nel cuore




(foto fonte web)

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“Viva l’Italia, l’Italia del 12 Dicembre, l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre, l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste”

Scrive così De Gregori nella canzone “Viva l’Italia”. In questa poesia racconta il bello e il brutto del belpaese, ricordando il tragico evento – appunto il 12 dicembre 1969 – che vide colpita la città di Milano (e non solo) con la strage di Piazza Fontana.

 12 dicembre 1969. MILANO
Ore 16:37. Esplode una bomba presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano. Rimangono uccise diciassette persone, quattordici sul colpo e ottantaquattro feriti.

Un secondo ordigno inesploso viene ritrovato a distanza di poco tempo, sempre nello stesso giorno, in pazza della Scala a Milano, nella sede della Banca Commerciale Italiana. Qui vengono commessi degli errori investigativi, in quanto tale ordigno viene fatto brillare distruggendo ogni elemento utile e di rilevante importanza per risalire all’origine e su chi abbia preparato gli esplosivi.
Ma ad essere colpita non è solo la città di Milano.

12 dicembre 1969. ROMA
Ore 16:55. Esplode a Roma un terzo ordigno all’entrata di via Veneto presso la Banca Nazionale del Lavoro. Rimangono ferite tredici persone.
Ore 17:20. Quarto ordigno davanti l’Altare della Patria.
Ore 17:30. Quinto ordigno vicino l’ingresso del Museo Centrale del Risorgimento a Piazza Venezia. Rimangono ferite quattro persone.
Resoconto di quella tragica giornata: cinque attentati terroristici in poco meno di un’ora. Roma e Milano le due grandi città metropolitane sono “in ginocchio”.



(foto fonte web)

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Le vittime di Piazza Fontana
Giovanni Arnoldi, Giulio China, Eugenio Corsini, Pietro Dendena, Carlo Gaiani, Calogero Galatioto, Carlo Garavaglia, Paolo Gerli, Vittorio Mocchi, Luigi Meloni, Mario Pasi, Carlo Perego, Oreste Sangalli, Angelo Scaglia, Carlo Silvia, Attilio Valè, Gerolamo Papetti.

I personaggi, indagini e sentenze
Le indagini giudiziarie, le inchieste, i processi (più di sette) sulle stragi di Milano e Roma ha visto coinvolti nel corso degli anni anarchici, personaggi legati ad organizzazioni di estrema destra, ai servizi segreti del nostro Paese e stranieri, militari infedeli, P2.

Le imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra, accusati ma sempre assolti in sede giudiziaria (peraltro alcuni verranno condannati per altre stragi e altri gioveranno della prescrizione). Alcuni esponenti dei servizi segreti verranno condannati per depistaggio.

Tra i nomi che furono imputati e condannati nei processi di Milano, Roma e Catanzaro spiccano quelli di: Freda, Ventura, Zorzi, Maggi, Rognoni, Giannettini, La Bruna e Meletti.

Il perché della strage?
A distanza di oltre quarant’anni qual è la verità?

di Marco Arnesano

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