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Prevedere la propria morte: profezia e vergogna




(foto fonte web)

(foto fonte web)

Si dice che non ci sia peggior disgrazia che conoscere la propria sorte. L’indovino Calcante si distinse in vita grazie alle sue capacità divinatorie, che permisero agli achei di vincere la guerra di Troia. Quando Achille aveva solo nove anni disse che sarebbe stato impossibile avere ragione dei troiani senza di lui; allo stesso modo, fu lui durante il decimo anno del conflitto (come narrato nell’opera di Omero) a suggerire la restituzione di Criseide, schiava troiana e figlia di un sacerdote di Apollo, il cui rapimento aveva fatto adirare il dio, mettendo a serio rischio la riuscita dell’impresa.

Dopo la caduta di Troia, Calcante predisse ai Greci un non facile ritorno; per questo motivo si imbarcò con Anfiloco, un altro indovino, non sapendo però di andare incontro alla morte. Durante il ritorno i due fecero tappa a Colofone, dove Calcante si imbatté in Mopso, un indovino ben più capace di lui. I due indovini si sfidarono in una gara di divinazione e Calcante cercò subito di mettere in imbarazzo l’avversario, indicandogli una pianta nelle vicinanze: “Sapresti dirmi esattamente, caro collega, quanti fichi produrrà quest’albero?”.



Mopso, fidandosi più delle proprie capacità che della mera matematica, rispose con risolutezza: “Senza ombra di dubbio. Dapprima la pianta produrrà diecimila fichi, poi uno staio di fichi accuratamente pestati, e infine un solo fico rimarrà appeso ai rami della pianta”. Calcante rise per l’assurdità della profezia, soprattutto per la particolarità di quell’ultimo fico, ma la profezia si rivelò esatta in ogni suo particolare.

Conscio della propria superiorità, Mopso offrì a Calcante una sfida meno impegnativa: “Per scendere a da diecimila frutti a quantità minori, mi sapresti dire quanti lattonzoli sono presenti nel ventre di quella scrofa, di che sesso sono e quando verranno alla luce?”.

Calcante rispose a caso, pregando che il parto avvenisse solo dopo la sua partenza verso la Grecia: “Otto lattonzoli e tutti maschi, e la scrofa partorirà tra otto giorni”. “Sbagliato – fu la risposta di Mopso – secondo me nasceranno tre lattonzoli, di cui uno maschio, domani a mezzogiorno. Non un minuto prima, non un minuto dopo”.

La previsione dell’indovino di Colofone si rivelò ancora una volta esatta e Calcante, umiliato, morì di crepacuore per la vergogna, come aveva previsto fin da piccolo. Forse a questo Mopso non sarebbe arrivato.

di Nicola Guarneri

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