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L’adolescenza come condizione di rischio?


(foto fonte web)

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«Non ci sono altre esperienze che possano avere grandi effetti sullo sviluppo della personalità di un individuo quanto l’esperienza infantile all’interno della famiglia. Iniziando dal suo primo mese di relazione con i suoi genitori, l’infante, si costruisce dei modelli di come le figure affettive si comportano nei suoi confronti in qualsiasi varietà di situazioni e, su questi modelli sono basate tutte le sue aspettative e perciò tutti i suoi piani per il resto della sua vita» (“Attachment and Loss”, John Bowlby 1973, p. 369).

Studi recenti dimostrano che gli adulti rischiano di non essere accettati dai giovani come punti di riferimento positivo, cioè come modelli da imitare; questo però non esclude che tra le due generazioni persista un legame interattivo in tutte le sedi sociali ove convivono.

Il potere degli adulti tende a presentarsi come illegittimo, poiché è esercitato in riferimento a norme e valori socialmente deteriorati. Questo perché gli adulti si trovano nella condizione di contraddire se stessi a causa delle rapide trasformazioni sociali. I giovani avvertono o interpretano, alcune azioni istituzionali adulte come tentativo di eccessivo controllo o di eccessiva tutela che ostacola l’espressione autonoma e la ricerca di nuove forme di adattamento.

L’adolescenza è una fase evolutiva della vita umana, compresa fra gli 11 e i 18 anni, in cui l’individuo acquisisce competenze e requisiti necessari per assumere le responsabilità di adulto. Contribuiscono in questa fase fattori biologici, psicologici e sociali e gli adolescenti affrontano il loro percorso evolutivo attraverso una serie di tappe: il processo di individuazione all’interno della famiglia attraverso uno smarcarsi da valori di riferimento infantili; le trasformazioni del proprio corpo; la sessualità; la definizione della propria identità; la costruzione di nuovi legami e relazioni affettive.


Il passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta, dovuto anche ai cambiamenti fisici, porta l’individuo ad essere trattato dalle persone che lo circondano, in modo diverso da come veniva trattato da bambino; infatti ci si aspetta da lui un comportamento da adulto ma contemporaneamente lo si continua a considerare non autonomo, non in grado di prendere da solo decisioni rilevanti per il suo futuro.

Molte volte situazioni di disagio, di sofferenza inducono a comportamenti inadeguati, esponendo i giovani a dei rischi. L’adolescente può essere esposto a rischio ogni volta che si trova ad affrontare un’esperienza nuova, quando deve prendere delle decisioni e il fallimento è in agguato. Quindi è sempre una sfida, con gli adulti, con i genitori, a scuola, con gli amici e con il partner. Molte volte ci sono situazioni in cui i comportamenti a rischio assumono una caratteristica eccessiva rispetto all’effettivo significato dell’atto.

L’utilizzo di sostanze stupefacenti, l’avere dei comportamenti non conformi alle regole sociali e devianti, rappresenta l’espressione di un disagio dovuto molto spesso all’esistenza di particolari situazioni familiari problematiche e di ambienti sociali deprivati culturalmente o economicamente (separazioni, carenze affettive ed educative); questi fattori portano gli adolescenti a produrre comportamenti che denotano un’incapacità ad assumersi le responsabilità della propria condotta.

«Responsabilità e riflessività non sembrano oggi caratteristiche dell’età giovanile. Ma la deresponsabilizzazione dei giovani, di quelli più svantaggiati, deriva proprio dall’incapacità di percepire il senso e la direzione del proprio crescere, dall’impossibilità di contare su risorse fondamentali per la definizione di un percorso di vita sottratto alla deriva del vivere giorno per giorno, in cui è molto difficile costruire un sé consapevole, orientato al governo del proprio futuro e alla ricerca di spazi quanto più ampi possibili di autorealizzazione».

L’adolescenza stessa è una condizione di rischio, una fase privilegiata per la comparsa di comportamenti aggressivi, trasgressivi, antisociali e devianti.

di Marco Arnesano

Cit.: L’altra giovinezza: storie di vite di giovani a rischi. Welfare comunitario e scenario di inclusione sociale/

A. Cortese, R. D’Amico, L. Falduzzi, M. Leonardi, R. Palidda ; a cura di Arciform. Milano. F.Angeli, 2000.

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