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Antamoro contro Risorse per Roma: ecco spiegato il nuovo capitolo




(foto fonte web)

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Si attendono per fine mese le nuove lettere con cifre definitive e modalità di pagamento. Brundo: «I 60 giorni partano dalla ricezione della prossima richiesta di conguaglio!»

Lunedì 13 maggio, nelle sale della chiesa Santa Maria della Speranza, si è svolto l’ultimo incontro per la riscossione del diritto di superficie tra i residenti del quartiere Antamoro e il Presidente della Commissione Urbanistica l’Onorevole Marco di Cosimo. Presenti anche Rosa Muscente di Risorse per Roma, Carla Caprioli ovvero l’ingegnere che si è occupato dei calcoli per la stima del valore dei terreni e il Presidente del III Municipio Cristiano Bonelli.

La Caprioli ha dichiarato che: «il costo sostenuto dall’Amministrazione Capitolina per gli espropri delle aree facenti parte del Piano di Zona Casal Boccone è pari a Euro 69,70 al metro cubo come risulta dalla Determinazione Dirigenziale della U.O. Edilizia Residenziale Pubblica del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica n.462 del 21/03/2013».

La legge
Pertanto in base a quanto stabilito dalla legge, l’Amministrazione capitolina richiede il pagamento della differenza dovuta per il diritto di superficie in media per un condominio di 28 euro al metro cubo per un totale di 450 mila euro totali, dividendo in tabella millesimale dai 7 ai 12 mila euro a famiglia.

Il rappresentante del Comitato Antamoro Riccardo Brundo ha subito criticato alcuni punti della lettera arrivata agli amministratori dei condomini interessati: «Gli assegnatari dovranno corrispondere entro e non oltre 60 giorni dal ricevimento della lettera “Richiesta di conguaglio della concessione del Diritto di Superficie” l’importo del conguaglio con l’avvertimento che in difetto, l’Amministrazione Capitolina provvederà al recupero coattivo delle somme dovute maggiorate degli interessi.



Ma secondo loro in un periodo nero come questo chi ha i soldi per un esborso simile? Il secondo punto al quale ci opponiamo drasticamente è che per Risorse per Roma il pagamento dovrà essere effettuato con assegno in Via di Decima», quindi recandosi fisicamente per ogni rata in zona Eur.

Roma Capitale
Brundo ringrazia di Cosimo per la disponibilità e riconosce che la cifra richiesta da Roma Capitale è aumentata a causa della rivalutazione delle case dal 1995 ad oggi, ma ammonisce l’Amministrazione Centrale: «Sono state fatte delle promesse e sono stati dei numeri che ad oggi non corrispondono a quanto comunicato in occasione dell’assemblea pubblicata del 21 novembre 2012 presieduta da Marco di Cosimo presso la sede del nostro Municipio.

Nel dettaglio nella deliberazione n.297 del 19 ottobre 2012 ci veniva chiesta una cifra di pari a 61 euro al metro quadro residenziale mentre oggi ci vengono chiesti 70 euro a metro quadro. Per la rateizzazione c’era stato assicurato un tasso d’interesse pari al 0,75% invece ora è del 2,5%.

Versamenti
Infine l’impossibilità a pagare tramite RID bancario: tutti i mesi i condomini dovrebbero attraversare la città per pagare con assegno perché il Comune non può accettare contanti e non è in grado di gestire un conto? È assurdo! Vorrei ricordare all’Amministrazione Centrale che per il Piano di Zona relativo a Torraccia il valore del terreno è stato stimato a 33 euro a metro cubo e i residenti hanno riscattato il loro appartamento a costo zero!

Per questo il Comitato Antamoro si dissocia totalmente da queste modalità di gestione e si riserva di tutelare gli interessi dei residenti con le modalità previste dalla Legge». L’assemblea si è chiusa con un impegno di Di Cosimo affinché sia disponibile un sistema di riscossione più semplice per gli interessati, ma Brundo ha incalzato apostrofando l’operato dei mittenti della missiva: «Chiediamo che i 60 giorni partano dal momento in cui vengano ricevute tutte le raccomandate per ogni condomino con su scritti i reali prezzi dovuti, non dalla data del 25 marzo che è il giorno della ricezione della prima lettera di richiesta del conguaglio. Se così non fosse impugneremo tale lettera in tribunale».

di Daniele Pellegrino

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