Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Dall’Università del Salento le meraviglie dei misteri archeologici




(foto fonte web)

(foto fonte web)

Frutto della collaborazione tra l’Università del Salento e l’Università Iulm di Milano, il convegno “Tell Tuqan excavation and regional perspectives” ha come oggetto la presentazione dei risultati delle ultime ricerche sul sito archeologico di Tell Tuqan.

A causa della problematica situazione politica in Siria, nel 2011 furono interrotti gli scavi, le ricerche ripresero successivamente regalando agli studiosi italiani piacevoli e affascinanti soprese. Dirigono e presentano il convegno la professoressa Francesca Baffi, il professor Lucio Calcagnile e il professor Luca Peyronel.

Dove si trova il sito di Tell Tuqan?

Il sito archeologico di Tell Tuqan è localizzato nella zona settentrionale della Siria, gli studiosi e ricercatori ne subiscono il  fascino a causa del suo essere un importante centro dell’età del Bronzo e del Ferro. La posizione favorevole ha fatto in modo che questa zona fosse sempre occupata dagli inizi del III millennio fino all’epoca ellenistica.



Attraverso una “rivoluzione urbana secondaria”,  la Siria subì una radicale trasformazione di villaggi in città, si assiste ad una vera e propria stratificazione della società. Inizia così a crescere l’importanza di Tuqan che si espande fino a 28 ettari, richiedendo una fortificazione maggiormente possente. Di questo importante centro della Mesopotamia vengono ritrovate abitazioni, aree cimiteriali, oggetti in bronzo e pietre semipreziose.

L’importanza de sito dal punto di vista antropologica

Dal “tesoro” ritrovato nel sito di Tuqan è possibile condurre un’analisi antropologica di quello che è stato il modus vivendi delle popolazioni del luogo e del tempo. La massima fioritura della città si concentra intorno agli anni 2000 e 1600 a.C., i resti delle abitazioni sono lo specchio della stratificazione sociale, una netta divisione tra miseria e ricchezza.

Particolare attenzione viene dedicata al culto dei morti, gli oggetti ritrovati nelle aree cimiteriali( corredi formati da vasellame, pietre semipreziose, oggetti in bronzo) lasciano intuire un desiderio di continuità tra la vita terrena e l’aldilà.  Nell’ età del Ferro , tra il 1200 e il 550 a. C. gli insediamenti diminuiscono, concentrandosi sulla Città Alta. In questo periodo vengono intensificate le attività artigianali per mantenere i contatti verso le regioni costiere occidentali.

Una residenza-fortezza viene edificata nella zona più alta della città, Tuqan diventa parte dell’impero achemenide.

Il via delle nuove ricerche

Francesca Baffi, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico,   dell’Università del Salento con la collaborazione dell’Università IULM di Milano, ha permesso la riapertura delle ricerche a Tuqan nel 2006. Il tutto reso possibile grazie ai finanziamenti dell’ Università del Salento, del Ministero per L’Istruzione, del Ministero per gli Affari Esteri.

di Roberta della Torre

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *