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Henry Lee Lucas & Ottis Toole: l’ultima storia di sangue


(foto fonte web)

(foto fonte web)

L’ultima parte della terza puntata della serie “Assassinopedia”

Riprendiamo questa terza parte dall’incontro tra Henry Lee Lucas, un assassino –ma non solo- reduce da vari anni di prigione e un matrimonio fallito, e Ottis Toole, sua vecchia conoscenza, fuori ad una chiesa.

Ma chi era Ottis Toole, e come è nata la più pericolosa coppia criminale della storia?

Ottis Toole

Ottis Toole nacque a Jacksonville (Florida) il 5 marzo 1947, ottavo e ultimo figlio di Sarah (modesta lavoratrice fervente devota) e William Henry Toole (imbianchino che passava la gran parte del tempo ubriaco o a maltrattare la moglie). L’infanzia di Ottis fu caratterizzata da una condizione di vita estremamente difficile, dove l’abuso, la violenza, il sopruso e la degradazione erano quotidiani. L’incontro tra Ottis Toole e Henry Lee Lucas fu l’incontro di due vite disperatamente simili.

Quando Ottis aveva 7 anni, la madre Sarah raggiunse il limite della sopportazione e andò via da casa per vivere da sola con i suoi figli. Ottis, nato con un lieve deficit mentale, crebbe come il piccolino della famiglia, molto legato alla mamma e tendenzialmente effeminato. Ottis non era a suo agio con gli estranei (era molto timido) o a scuola (oltre che non riuscire a stare scolasticamente al passo dei suoi compagni, era spesso anche oggetto di derisione e violenze fisiche); trovava i suoi unici diletti in casa, giocando con i suoi fratelli e sorelle. Una di questi, Drusilla, prese presto a coinvolgerlo in un gioco che lei stessa aveva inventato, in cui vestiva Ottis da femmina e chiamandolo Becky, con grande entusiasmo di Ottis.

Nel tempo, Ottis sviluppò una personalità estremamente complessa: se a scuola, infatti, i suoi risultati furono disastrosi (dopo non aver superato la prima elementare fu messo in una classe differenziale, e anche lì fu sempre promosso pro forma), nella vita, in particolare nella sfera sessuale, fu estremamente precoce. La sorella Drusilla, infatti, vittima di abusi da parte della famiglia, a 10 anni già non era più vergine e si accompagnava con uomini adulti. Ottis, coinvolto nei giochi con la sorella, perse la verginità proprio con lei, e fu anche coinvolto in incesti con altri suoi parenti più stretti. Più o meno nello stesso periodo, Ottis ebbe anche il suo primo rapporto con un uomo adulto (il vicino di casa), e scoprì così che la cosa gli piaceva di più che del sesso con la sorella, pertanto da quel momento in poi orientò le sue fantasie sempre in quel senso.

Ottis imparò ben presto anche a conoscere ed amare l’alcol e il fumo. In ultimo ma non ultimo, aveva anche una particolare propensione nell’appiccare incendi, che gli conferiva un tipo di piacere di piacere quasi sessuale, rilassandolo e dandogli un senso di potere.

Il primo arresto di Ottis avvenne nel 1960, a 13 anni, per furto. Subito rilasciato, qualche mese più tardi fu nuovamente arrestato, e quindi mandato in riformatorio. Quel primo distacco dalla madre Sarah fu un dolore immenso per entrambi, e all’uscita del riformatorio il suo comportamento era cambiato solamente in peggio. Scappava spesso di casa, aveva rapporti omosessuali indiscriminati, e non volle più andare a scuola.

Nel 1964 vi fu un secondo arresto (per vagabondaggio); uscito di galera dopo 90 giorni, Ottis ci mise pochissimo a rimettersi nei guai, con il risultato che alla metà degli anni ’70 aveva collezionato già 13 arresti, causati da reati che andavano dagli atti osceni in luogo pubblico alla detenzione illegale di armi. Chiaramente omosessuale, Ottis prese anche a travestirsi da donna, per adescare meglio gli uomini. La sua tattica era di portarli a casa, avere un rapporto e farli poi stare con sua nipote Sarah, figlia di sua sorella Drusilla (anch’essa alle prese con una vita tremenda). In quegli anni, Ottis prese anche l’abitudine di consumare abitualmente droghe, e per mantenere sé stesso e i suoi vizi, visse sempre una vita d’espedienti.

Febbraio 1979: un incontro fatale

L’incontro tra Ottis Toole e Henry Lee Lucas fu davvero quel che si chiama un incontro fatale. Due personalità così deviate incrociarono i loro destini fino al 1983, anno dell’arresto definitivo di Henry.

La coppia Lucas-Toole trovò fin da subito un forte motivo d’unione nell’attitudine criminale. Ottis presentò ben presto a Lucas tutta la sua famiglia, compresi i nipoti della sorella Drusilla, Frank e Becky (che diventerà l’amante di Lucas), e insieme i due cominciarono a spendere il loro tempo ubriacandosi, vagabondando, rubando, in una spirale di violenza crescente. I due godevano nel terrorizzare la gente, e non esitavano minimamente ad uccidere a chi opponeva la minima resistenza. La violenza di cui erano capaci arrivò a un punto tale che presero l’abitudine di scegliere gente a caso (anche coppiette) e fare a gara a chi compieva il crimine più efferato, spesso finendo persino per uccidere più persone nella stessa giornata. La loro intesa era confermata anche a livello sessuale, anche se Henry continuava a preferire le donne e Ottis i rapporti omosessuali.

(foto fonte web)

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Le vicende criminali di Henry&Ottis conobbero una svolta determinante quando, dopo uno dei tanti omicidi, furono avvicinati da un uomo, portavoce della “setta satanica” “La mano della morte”. L’offerta era che Ottis e Henry (sembrerebbe) avessero ricevuto, fosse di 10’000$ per ogni esecuzione compiuta in nome della setta. I compiti di cui Ottis&Henry erano incaricati erano i più vari, dal semplice omicidio per sgozzamento al rapimento di bambini -con successiva macellazione o decapitazione- solitamente lasciati soli nei parcheggi dei supermercati.


Fin dal momento del loro arresto, la veridicità della storia della “setta satanica” come mandante di questi omicidi fu da molti messa in discussione; se, da una parte, infatti, la comparazione delle confessioni di Lucas e quella di Toole sembrò confermare questa ipotesi, è anche vero, però, che al momento della loro confessione, non c’era né per Henry né per Ottis alcuna traccia della ricchezza che avrebbero dovuto accumulare con quegli omicidi. Ancora oggi la verità non è nota, anche se all’epoca si contarono circa 108 vittime.

Becky

Un altro dei capitoli più importanti di quegli anni fu il rapporto tra Henry e Becky Powell, la nipotina 15enne di Ottis. Al ritorno a Jacksonville (apparentemente giustificato dal volersi “prendere una vacanza” da quegli omicidi su commissione), Henry trovò Becky ad attenderlo. Henry da sempre stravedeva per quella ragazzina ma, al contrario di quanto ci si potesse aspettare, la cosa strana di quel rapporto fu che, stando alle sue dichiarazioni, Henry non aveva mai abusato di Becky.

Lucas provava per lei una specie di sentimento paterno sincero, nonostante Becky gli chiedesse spesso di avere rapporti con lei. Henry non se la sentiva di avere rapporti con lei e per questo, una sera, Becky addirittura arrivò ad accusare apertamente Lucas di essere omosessuale; lui, per dimostrare il contrario e sfogare la tensione, prima mise a letto Becky promettendole al suo ritorno vestiti e regali, poi, uscito, stuprò e tagliò la gola alla prima donna che gli capitò sottomano, per poi tornare placidamente da Becky.

Stando alle dichiarazioni di Henry, Becky fu per lui anche la compagna/complice di numerose missioni omicide, che portarono Henry in giro –vagabondo- per gli States, in una spirale di sangue, violenze, furti, sporcizia, fame e vita nomade. Becky, inizialmente eccitata da quella vita così trasgressiva, divenne ben presto disillusa e infelice, e premeva per tornare a casa, in Florida. In quel periodo, inoltre, Becky aveva preso ad avvicinarsi alla religione (faceva parte di una comunità religiosa), e questo urtava profondamente Henry.

Col tempo, il rapporto tra Henry e Becky finì per essere profondamente minato. Così una sera, dopo un’accesa lite, un Henry particolarmente ubriaco e rabbioso uccise a coltellate la sua amata Becky, e dopo averla uccisa la spogliò e stuprò barbaramente. Quello fu probabilmente l’omicidio di cui Henry si pentirà maggiormente, visto che in seguito affermò di essere stato preda del rimorso e di essere stato perseguitato dalla voce di Becky che le parlava dalla tomba.

Nonostante l’omicidio di Becky non fosse stato premeditato e il profondo affetto che nutriva per lei, Henry era troppo avvezzo a quel genere di situazioni per non sapere come nascondere l’omicidio. Il giorno successivo tornò alla comunità religiosa di Stoneburg (dove sostava con Becky), e raccontò che Becky lo aveva lasciato scappando con un camionista mentre faceva autostop.

La sparizione di Becky fu una sorpresa per tutta la comunità di Stoneburg, in particolare per un’anziana donna, Kate Rich, presso cui Henry e Becky avevano sostato per qualche tempo durante i loro vagabondaggi. Kate era particolarmente affezionata a Becky, e non credette mai a quello che Henry le raccontò circa l’improvvisa sparizione di Becky. Alla fine, Henry fu costretto a uccidere l’anziana donna per porre fine alle sue insistenti accuse, ne bruciò il cadavere (dopo averlo stuprato) per impedire che fosse ritrovato, e infine scappò via dal Texas.

Atto finale

L’omicidio della signora Kate Rich fu la goccia che fece traboccare il vaso. Da quel momento in avanti, infatti, vennero iniziate una serie di indagini serrate che miravano a far luce sulla reale figura di Henry Lee Lucas, che portarono alla fine al suo arresto definitivo nel 1983.

Interrogato, inizialmente Lucas negò ogni accusa di omicidio, ma dopo poco cominciò a confessare, e non si fermò più per molto tempo. Il crescendo di orrori che racconterà lascerà attoniti nel corso dei mesi successivi i detective di numerosi stati, giunti in Texas per verificare la responsabilità di Lucas in moltissimi crimini fino ad allora insoluti. Dopo alcune settimane, Lucas aveva già offerto una lista di 77 omicidi commessi in 19 stati, ma l’elenco era destinato ad aumentare ancora ed alla fine Lucas confesserà più di 600 omicidi, molti dei quali commessi insieme al complice Ottis Toole, che nel frattempo era in prigione in Florida per aver appiccato degli roghi.

Se per alcuni degli omicidi, come quello di Kate Rich e Becky Powell, vi erano abbastanza prove da renderne certa la paternità di Lucas, non altrettanto si poteva dire di tutti gli altri omicidi e proprio a proposito di questo fatto, nel corso degli anni molto si è discusso sulla veridicità delle sue confessioni. E’ anche possibile, infatti, che Henry abbia voluto darsi la paternità di molti altri omicidi solo per patteggiare una accordo.

Le vicende giudiziarie dei due assassini furono lunghe e complesse; il processo, dopo lungo dibattito, terminò con cinque sentenze definitive al carcere a vita per Ottis Toole e condanna a morte più svariate altre condanne di carcere a vita per Henry Lee Lucas.

Nel 1996, Ottis Toole, compagno di una vita e forse il più intimo amico di Henry, morirà per una cirrosi epatica. Per quanto riguarda Lucas, invece, nel 1998 la sua condanna a morte fu commutata in carcere a vita dall’allora Governatore del Texas, George W. Bush Jr. . Henry Lee Lucas morirà in carcere di morte naturale solamente nel 2001 per attacco cardiaco.

L’incredibile vicenda della “coppia criminale più prolifica della storia degli USA” ha ispirato numerosi rifacimenti cinematografici, anche se spesso -per necessità- in versione romanzata o stravolta. Tra questi, si ricordano “Confessions of a Serial Killer” (1985), diretto da Mark Blair, “Henry – Pioggia di sangue” (1986), opera prima del regista John McNaughton, e “Drifter: Henry Lee Lucas” (Michael Feifer, 2009).

di Chiara De Angelis

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