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Anoressia: cosa fare quando si cerca una cura


(foto fonte web)

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In questo secondo appuntamento con “Parole di Mara”, vogliamo illustrarvi in linee generali i provvedimenti che si possono prendere se si ritiene di soffrire di anoressia nervosa.

Nei casi di anoressia, il primo passo è quello di rivolgersi al medico di famiglia, ossia il medico generico, il quale, dopo un’anamnesi dettagliata dello stato di salute della paziente (utilizziamo il femminile perché la rubrica si rivolge alle donne), vaglierà se prendere in carica la situazione fornendo un trattamento sanitario di base e consigliando gruppi di sostegno per chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, oppure se indirizzarla ad un servizio sanitario più specifico.

Se opterà per la seconda ipotesi, la paziente verrà indirizzata ad un medico specialista che a sua volta eseguirà alcuni test di analisi del sangue e densità del tessuto osseo al fine di verificare la diagnosi di anoressia nervosa e in ogni caso le cause del forte calo di peso.

Secondo passo

A quel punto si potrà optare per uno psichiatra, uno psicologo, uno psicoterapeuta, cui sarà indispensabile la collaborazione di un dietista o un nutrizionista che realizzerà un piano alimentare sano ed equilibrato per la paziente, che preveda varietà di cibi e un adeguato apporto calorico.

Il trattamento del disturbo ha la priorità di ristabilire un sufficiente peso corporeo per ripristinare le funzioni fisiologiche di termoregolazione e il ciclo mestruale, nonché ristabilire comportamenti alimentari nella norma ed evitare misure dannose prese dalla paziente, come il vomito auto-indotto e l’uso eccessivo di lassativi per eliminare le calorie introdotte durante i pasti.


(foto fonte web)

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Effetti

Lo stato di denutrizione influisce notevolmente sul corpo e sulla psiche e ciò può comportare grosse difficoltà nella riuscita di altre tipologie trattamentali, pertanto occorre ripristinarlo subito, ricorrendo al supporto di una terapia psicologica per scoprire ed affrontare quei fattori personali e sociali che hanno un ruolo nell’avanzamento del disturbo.

È importante considerare che il trattamento per il disturbo del comportamento alimentare in atto avrà carattere di pluridimensionalità, ossia l’uso di differenti forme di terapia a differenti stadi del disturbo, coordinate dal terapeuta principale, ad esempio terapie psicoeducative di gruppo, training di auto-affermazione/apprendimento di abilità sociali.

L’anoressia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare i cui fattori che rendono vulnerabile la persona alla sua insorgenza comprendono anche la mancanza di autostima, poiché la persona scarica i suoi pensieri di autocritica sull’immagine corporea, convincendosi erroneamente che perdendo peso corporeo sarà in grado di accettarsi maggiormente.

In tal modo può cadere nel circolo vizioso di identificare l’autostima con la perdita di peso. Mediante dei training si può modificare la percezione che la persona ha di se stessa e fra queste spiccano terapie familiari, terapie cognitivo-comportamentali.  

di Antonella Marchisella

(Bibliografia: Christopher Freeman, Dominare l’Anoressia Nervosa, Pan Libri, 2004).

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