Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Donare gli organi: prassi, non notizia




(foto fonte web)

(foto fonte web)

Non molto tempo fa la polemica sul “silenzio assenso” considerato da molti “non eticamente corretto”.

Non sempre fa notizia, eppure ogni tanto si legge un articolo che racconta di una donazione di organi.  L’ultimo è quello di una profuga siriana, arrivata su un barcone lo scorso 28 agosto in Italia in fin di vita, e deceduta poi in ospedale. Il marito che viaggiava con lei assieme ai due figli ha dato il consenso per la donazione dei propri organi.

Risale invece a febbraio 2013 quello agghiacciante che riporta la decisione di un americano, inizialmente consenziente alla donazione del midollo spinale, ricredutosi quando scopre che il beneficiario sarà una undicenne italiana affetta da leucemia: è di nazionalità diversa, ritiro l’offerta.

Due modi diversi di porsi di fronte ad una questione piuttosto delicata, la donazione degli organi. Discutibili, ma non giudicabili a cuor leggero, poiché ogni cittadino è libero di decidere come comportarsi al riguardo, sia in vita, che in morte.

Dichiarare per iscritto la propria volontà

La Dichiarazione di volontà a donare organi e tessuti è attualmente regolamentata dall’articolo 23 della Legge 1° aprile 1999, n. 91, dal Decreto ministeriale dell’8 aprile 2000, aggiornato con il Decreto ministeriale dell’11 aprile 2008. Va ricordato che in Italia il principio del silenzio assenso, sebbene previsto dalla Legge 91/99, non ha mai trovato attuazione.

Un motivo in più per informarsi, scegliere e decidere in vita come esprimersi rispetto alla donazione, potendo così da un lato elaborare una posizione personale in merito alla donazione con la certezza che la propria volontà venga rispettata, dall’altro sollevare i propri familiari da una decisione difficile in un momento delicato. Non è indispensabile la compilazione del tesserino blu predisposta dal Ministero della Salute, basta la dichiarazione scritta su un comune foglio bianco che riporti nome, cognome, data e luogo di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa) data e firma, da portare con sé, con i propri documenti. Modificabile in qualsiasi momento, perché sarà ritenuta valida, sempre, l’ultima dichiarazione prestata secondo le modalità previste.

(foto fonte web)

(foto fonte web)

Acconsentire o no?

Alzi la mano chi lo ha fatto. Chi si è fermato un attimo a riflettere se dare il consenso o meno al trapianto dei propri organi? Come tutte le scelte che impongono un aut aut , optare per un sì o per un no senza vie di mezzo è un tormento, quando a pesare sui due piatti della bilancia sono svariati elementi. Sicuramente influiscono l’educazione ricevuta, la sensibilità verso gli altri, lo stile di vita, il senso etico e morale coltivato, e soprattutto la propria coscienza. Il fattore religioso non entra neanche in gioco visto che le principali religioni (cattolica, protestante, ebraica, musulmana, i Testimoni di Geova) non pongono alcun ostacolo alla donazione perché si proclamano tutte a favore della Vita e del Bene.

Un primo passo da compiere è reperire informazioni corrette, una volta chiarito che si può donare sia continuando a vivere la propria vita, sia al decesso:  l’organo da trapiantare deve essere sano, per tutelare il ricevente, mentre per garantire il donatore occorre mantenerne integra la volontà (soprattutto quando vivente ha scelto di donare gli organi in caso di morte, nessuno si può opporre); il prelievo, poi, deve essere effettuato solo in seguito ad accertamenti ben definiti legalmente (ad esempio solo in caso di morte cerebrale, coma o stato vegetativo sono condizioni non sufficienti per procedere).

Ma poi?

Poi arriva il difficile, perché bisogna guardarsi dentro e affrontare aspetti che per scaramanzia, per leggerezza, per pigrizia si tralasciano, rimandando a un momento opportuno, che quando arriverà ci coglierà quasi sicuramente impreparati. Ci siamo mai interrogati sul senso della vita, non tanto in generale quanto  della nostra. Quali sono i valori su cui è impostata? che criteri intervengono a dettare le nostre scelte? come ci poniamo di fronte alla morte? finisce tutto lì o crediamo che ci sia dell’altro dopo- che sia reincarnazione o paradiso,nell’accezione cattolica del termine, o altro?

Donare gli organi denota un gesto di grande civiltà e rispetto per la vita. Si tratta di regalare, spontaneamente, senza ricompensa qualcosa che ci appartiene, sia fisicamente sia affettivamente, come una persona amata che viene a mancare. In un momento di sofferenza così profonda è difficile pensare agli altri. Si tratta di un atto d’amore che in quanto tale va oltre le regole della ragione per addentrarsi in una dimensione separato dalla realtà, quasi sacra. Quando si dona si mette da parte la logica della convenienza, del calcolo, del ricambiare quel che abbiamo ricevuto per entriamo nel mondo delle emozioni.

E l’altro?

E poi, uscendo dal proprio guscio c’è l’altro, perché non si può ignorare che ogni trapianto coinvolge più persone, più vite, più storie, quella del donatore e di chi ritorna a vivere attraverso quel gesto di generosità. Ogni vicenda è unica e irripetibile: si  intrecciano in modo assolutamente casuale o divino (per chi crede) destini che probabilmente mai si sarebbero incontrati. E succede che un singolo gesto si trasformi in un moltiplicatore di vita. Accadono casi che cambiano il proprio modo di vedere le cose, dischiudendo un diverso futuro.

È fondamentale trovare un senso nella vita, un valore centrale, un “perché” e allora si sarà capaci di vincere ogni difficoltà, di superare ogni ostacolo, di passare sopra ad ogni “come”; se poi il perché è proiettato al di fuori di noi stessi allarga l’anima al mondo e alla vita. La vita è un’esperienza di relazioni e in quanto tale implica delle responsabilità a cui non ci si può sottrarre.

E poi è un pò una prova vivente che la nostra vita continua, sfidando perfino la morte fisica.

di Chiara Collazuol

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *