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E le armi di James Bond divennero realtà




(foto fonte web)

(foto fonte web)

Dalle pagine di Ian Fleming alla Cia, le armi di 007 nelle mani degli agenti americani.

L’intelligence americana affascinata dai gadgets del più famoso agente segreto di sempre, tanto da farli diventare reali. Fra ironia, fiction e realtà, i fatti compiuti sulla scia di 007.

“Dalla Russia con amore”, l’ispirazione viene da qui. Dalle pagine di uno dei più bei libri mai scritti, capace di affascinare anche lui, Allen Dulles, capo supremo della Cia, che lo teneva custodito nella sua libreria privata. In quel tesoro, se ne nascondevano tanti altri: le armi usate da 007, così estremamente funzionali da volerli applicare alla realtà dello spionaggio americano.

Redivivo

Vola fino a Londra per scoprire i segreti dei colleghi britannici e delle loro armi, convoca i maghi dell’ingegneria della sua agenzia chiedendo loro di fare lo stesso, è un ordine, e loro provano, tentano, finchè qualcosa esce fuori. Non tutto è stato svelato, ma ci siamo: James Bond rivive nelle mani degli agenti della Cia.

Ci sono le scarpe da donna che nascondono lame affilate nella punta (memorabili nel libro di Fleming), una cimice da applicare sotto le autovetture in modo che ne controlli i movimenti, ma non funziona, radiocomandi, piccoli motori che permettono a un uomo di volare, orologi e occhiali speciali. C’è tutto. Quanto sia funzionale rimane però segreto.



(foto fonte web)

(foto fonte web)

Ma non finisce qui, perché Dulles decide di chiedere consiglio direttamente allo scrittore su come risolvere alcuni piani americani, si incontrano, parlano, si scambiano idee e opinioni, fanno emergere dalla fantasia dello scrittore proposte che la Cia possa far diventare atto compiuto nelle sue missioni, in primis la maniera di sconfiggere Fidel Castro. E allora entrano in scena la pozione che doveva far perdere la barba al leader cubano, o il sigaro esplosivo.

Fusione perfetta

Ormai sono un tutt’uno, le pagine dello scrittore nella realtà del capo dei servizi segreti americani. C’è chi ci ride su, ma lui no, Allen Dulles ne è fiero e convinto. Tant’è che ne nasce una campagna di pubbliche relazioni che avvicinerà l’intelligence verso la fiction, e Fleming inizierà a porre gli agenti americana sotto una luce positiva.

Ma 007 non ispira solamente i “buoni” agenti di Dulles, ma anche tanti nemici, che ne rubano idee e invenzioni per raggiungere i loro loschi scopi, come dimostrano l’ombrello al veleno usato dai bulgari per uccidere il dissidente Markov a Londra nel 1978, o il misterioso peschereccio nordcoreano che nascondeva infiniti trucchi e affondato in Giappone.

Non c’è da stupirsi se 007 è così famoso e in voga tuttora, in fondo è sempre presente, chissà sotto quale misteriosa veste.

di Marina Montini

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