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L’orribile strage di innocenti


(foto fonte web)

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Appesi vivi e sgozzati, non sempre storditi e macellati. L’inutile strage di animali.

Cosa significa essere vegetariani?

Oggigiorno essere vegetariani viene visto dai più come una moda passeggera invece di essere considerata una scelta di vita consapevole e ponderata che può generare conseguenze a livello globale.
C’è chi non mangia carne ma mangia pesce, chi toglie dalla propria dieta anche latticini e uova essendo derivati di origine animale, chi non mangia nessuna forma di vita animale; ma in fin dei conti ciò che accomuna tutti è la scelta di non mangiare più animali che vengono uccisi dal consumismo di massa operato dalla nostra società. Infatti non tutti sanno o si chiedono come arriva la bistecca nel piatto.

Ma quando si viene a conoscenza delle pratiche disumane di allevamento e di uccisione degli animali destinati alle nostre tavole, come si fa a voltarsi dall’altra parte? Gli animali vengono visti come cibo, senza alcun diritto alla vita, innocenti vittime dell’ingordigia dell’essere umano.

Metodologia animale

Una delle pratiche utilizzate per produrre carni, uova, latticini e pellami, è l’allevamento intensivo. Questo sistema permette di ottimizzare a livello economico la crescente richiesta di prodotti di origine animale, abbattendo i costi, in modo da rendere questa categoria adatta al consumo di massa.

Nel 99% dei casi, gli animali vengono allevati  in spazi molto limitati, senza che abbiano la possibilità di vedere mai la luce del sole. Raramente si vedono ovini e bovini al pascolo (1% fortunato che vive libero) ma anche per loro la fine è la stessa: il macello.
I più diffusi sono quelli che riguardano: suini, ovini, bovini e avicoli.

(foto fonte web)

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Appesi vivi e sgozzati

I suini e i bovini  vengono obbligati con pungoli, o tirati e strattonati, per essere stipati nei camion che li porteranno al macello e successivamente vengono storditi con scosse elettriche (pratica obbligatoria nel rispetto delle norme)  ma spesso lo stordimento non ha effetto, quindi restano ancora coscienti mentre vengono appesi per le zampe posteriori, sgozzati e lasciati sanguinare. Mentre la bocca si riempie di sangue continuano a dimenarsi e ad “urlare”, finché il loro calvario non si esaurisce per soffocamento.

Gli avicoli invece vengono mandati al macello in delle gabbie molto strette, compattati a tal punto da non riuscire a respirare. Dopo l’estenuante viaggio, vengono prelevati e appesi a testa in giù in dei ganci, ancora vivi, terrorizzati e sofferenti. Quando vengono seguite le norme, vengono storditi con ossido di carbonio, altrimenti vengono sgozzati ancora vivi.

Per quanto riguarda i pesci, la loro morte, se possibile, è ancora più cruenta:  muoiono asfissiati, in una lenta agonia, anche se non possiamo sentire il loro dolore silenzioso. A volte arrivano nei banchi delle pescherie ancora vivi, per cui la loro agonia continua per altre strazianti ed infinite ore.

Solitamente i macelli sono nascosti alla vista del pubblico: infatti, da un punto di vista di marketing, è meglio non far sapere come arriva la carne sulle nostre tavole, perché se si conoscesse la provenienza, più di una persona ci penserebbe due volte prima di addentare il proprio hamburger o di friggere una cotoletta. Se ognuno di noi dovesse uccidere personalmente un animale, quasi sicuramente molti di loro avrebbero salva la vita.


(foto fonte web)

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Allevamenti e danni ambientali     

Gli allevamenti di animali per produzione di carne non solo sono estremamente crudeli, ma provocano enormi danni ambientali. Quando vediamo una fettina di carne, non consideriamo che per produrla sono state disboscate intere foreste, consumati migliaia di litri d’acqua (sia per abbeverare gli animali, sia per irrorare i pascoli e i campi coltivati solo per il mangime)non pensiamo che vengono utilizzati prodotti chimici che inquinano le falde acquifere ed inoltre, l’intenso allevamento di ruminanti aumenta le emissioni di metano, uno dei responsabili dell’effetto serra.

Per produrre un chilo di carne servono diversi litri di acqua,che una famiglia solitamente consuma in dieci mesi… se ci pensiamo è davvero inaccettabile, quando ci sono un miliardo di persone al mondo che non hanno acqua potabile e muoiono a causa di malattie dovute alla scarsa igiene. Le risorse e i campi destinati alla coltivazione di cereali per farne mangimi, potrebbero essere usati per coltivazioni destinate all’alimentazione umana, in modo da poter sfamare quella parte di popolazione del Sud del mondo che ancora soffre di denutrizione cronica.

Nuovi confini della coscienza

Essere vegetariani deve essere una scelta fatta con criterio, ma non solo dal punto di vista etico ed ambientale. Infatti  recenti studi hanno dimostrato che mangiare meno carne o toglierla definitivamente dalle nostre tavole, influisce positivamente sulla nostra salute. Infatti  la carne, soprattutto quella rossa, aumenta le probabilità di insorgenza di patologie cardiovascolari, aumenta il rischio di manifestarsi di diabete,ipertensione e tumori.

Le statistiche dimostrano che nei vegetariani il tasso di longevità è più alto rispetto ai consumatori abituali di carne. Il rischio principale dell’ingerire carni però,non dipende dalla quantità, ma dalle sostanze chimiche impiegate nei grandi allevamenti intensivi, spesso infatti si aggiungono ai mangimi, sostanze come antibiotici, betabloccanti, estrogeni, vaccini e mercurio (presente nei grossi pesci come tonno e pesce spada), che sono molto tossiche e pericolose per il nostro organismo.

Molti non sanno che esistono valide alternative alla carne, a volte si pensa che non si possano assumere le proteine in altro modo, ma in realtà una fetta di carne contiene la stessa quantità di proteine contenuta in un piatto di legumi. Anche gli Omega 3 ricavati dal pesce, possono essere facilmente assimilabili dalle noci o dagli oli vegetali come l’olio di lino e l’olio di colza.

Strage inutile

Tutto ciò deve far riflettere sull’importanza che ognuno di noi, con le piccole scelte, ha all’interno del sistema. A volte basta solo informarsi, e per fortuna nella nostra epoca, ricca di mezzi d’informazione, documentarsi non è più difficile come una volta.

Il vegetarismo è una scelta che buona parte della popolazione ha fatto, senza andare incontro ad enormi sacrifici, ma semplicemente variando leggermente la dieta abituale.

Si potrebbe pensare che diventare vegetariani non cambierà il mondo, e in effetti per ora è così, ma se ognuno di noi prendesse questa decisione, consapevole di essere importante e responsabile della vita di altri esseri viventi , qualcosa in futuro, cambierà. L’unione fa la forza,è un detto che non passa mai di moda.

Sappiamo cosa possiamo fare e come farlo, non abbiamo più scuse, salvaguardiamo la nostra salute e l’ecosistema di cui facciamo parte.

di Simona Conticello

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