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Terreno pubblico: “blitz” di Toti e Ministero




(foto fonte web)

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Intervista al prof. Elio Piroddi, docente all’Università “La Sapienza” e Urbanista del Comune di Roma nelle giunte Rutelli e Veltroni.

Nel suo discorso agli studenti nel 2003 lei dichiarò il piano urbanistico una “mappa dell’offerta territoriale”, cioè una mappa delle opportunità che il territorio offre per lo sviluppo della città. Ad oggi quali sono le opportunità per i residenti del III Municipio?

Il Municipio di per sé è stato ideato bene ma ci sono stati dei passaggi a vuoto come la concessione a edificare in lotti non prevista dal piano regolatore. Questo modo scriteriato di operare ha sottratto opportunità ai cittadini che, senza avere un numero di servizi adeguato, si sono visti stagliare decine di palazzine disabitate al posto delle zone verdi. Per fare un esempio, il 19 settembre scadeva il termine per opporsi a un progetto dell’ingegner Toti che prevede l’utilizzo di 270 mila metri cubi di terreno su Porte di Roma per la costruzione di una palazzina per 270 dipendenti del Ministero della Difesa.

A cosa era destinata l’area?

Il piano regolatore l’aveva destinata ad attrezzature di livello urbano, quindi servizi che comprendono anche attrezzature militari – una caserma, un ospedale, un teatro – ma che assolutamente non devono essere intese come uso residenziale. La trasformazione prevede una variante edile e il CdQ Talenti con Mimmo d’Orazio ha presentato un’istanza in Regione per impedire il cambio di destinazione d’uso.

(foto fonte web)

(foto fonte web)

Il Ministero della Difesa vuole far passare un servizio privato spacciandolo per pubblico?



Sembrerebbe proprio così visto che i costruttori hanno richiesto al Comune che aumenti la metratura (prima era 37% residenziale e il resto servizi) per costruire accanto agli alloggi un centro per malati di Alzheimer e che il residenziale passi al 50% dicendo che ci sia un “grave elemento di criticità” (in meno politichese: il terziario non riescono a collocarlo). Ciò significa che invece di portare un giovamento ai residenti, nascerebbero abitazioni per circa 3100 abitanti: come metterci dentro un nuovo quartiere.

Quante sono le possibilità che l’edifico prenda il posto della distesa verde dietro Casale Nei?

Ancora è presto per saperlo, ma per la cittadinanza non giova il fatto di non essere stata presente durante l’incontro con le istituzioni che invece ha visto in prima fila progettisti e dirigenti del Comune di Roma insieme ai dirigenti del Ministero della Difesa. Come si può notare dalla determina dirigenziale firmata dall’ingegner Botta, l’accordo sembra già essersi chiuso con l’ennesima vittoria del cementista, ma il nuovo Assessore all’Urbanistica Caudo non è d’accordo e lui ha tutto il potere di bloccare le ruspe. Se così non dovesse essere la nuova amministrazione avrà un’altra eredità negativa.

Come lei disse nella Lectio Magistris: “Un piano ben fatto può essere letteralmente sgretolato da una cattiva gestione”. Cosa ne pensa dell’attuale gestione dell’urbanizzazione del nostro Municipio?

In urbanistica quando si parla di centralità, s’intende qualcosa che fa centro: università, ospedali e ciò che genera uso pubblico del servizio. Questi non sono presupposti di Auchan&Co: il centro commerciale ha già snaturato l’idea di centralità pensata all’inizio degli anni ‘90, adesso il quartiere rischia davvero di diventare dormitorio.

Qual è la verità sulla Metro B1, dove arriverà effettivamente?

Percorrendo un’imponente crisi economica, l’unico modo per costruire la metro è quello di affidare i lavori ai costruttori che però nel caso della prosecuzione della B1 hanno chiesto una valanga di cubature. Proprio per questo posso affermare che al Comune hanno deciso di abbandonare l’ipotesi del prolungamento della B1 per Porte di Roma fino a Casal Monastero. La tratta finirà probabilmente con Jonio ma la fine dei lavori è ancora lontana.

Non esiste nel nostro Municipio la possibilità di veder costruiti servizi invece di altre case?

Quando lavoravo al Comune avevamo previsto la costruzione di un ospedale su via della Bufalotta, lascio alla vostra immaginazione cosa hanno costruito su quell’enorme lotto.

di Daniele Pellegrino

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