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I nuovi (e i soliti) ecomostri




(foto fonte web)

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Dagli anni Settanta a oggi, l’Italia ha sempre convissuto con gli ecomostri, questo crimine sociale che pare non poter avere mai fine nel nostro Paese. Tra derive ambientali abbattute e altre che spuntano, Legambiente ha stilato una (tragica) classifica degli edifici che deturpano le coste.

Il termine ecomostro fu usato per la prima volta da Legambiente per descrivere l’Hotel Fuenti sulla costiera amalfitana. Da allora, qualsiasi tipo di edificio o complesso di edifici – costruito il più delle volte abusivamente – che risulta essere incompatibile con l’ambiente naturale circostante, viene definito ecomostro. Ciò che li rende tali è la completa disarmonia con il territorio che andrebbe preservato, invece di essere deturpato recando danni ambientali.

Sicurezza, questa sconosciuta

L’abusivismo edilizio sembra essere uno dei caratteri di riconoscimento dell’Italia.

Tale fenomeno esplose durante la crisi degli anni Settanta, quando l’incertezza economica generò una folle corsa al mattone. Senza leggi a regolamentare, vennero realizzate innumerevoli nuove unità immobiliari che invasero la penisola, sorgendo senza ordine né coerenza e devastando molte delle località più belle del nostro Paese, influendo pertanto in modo irrimediabile sull’ecosistema.

Quindi divenne di primaria necessità l’esigenza di salvaguardare il paesaggio. Inoltre l’evidenziazione giornalistica di numerosi casi-limite, denominati successivamente “ecomostri”, permise l’affermarsi di principi di tutela che in altri paesi si sviluppavano per altre ragioni e che in Italia, solo con l’abuso edilizio, si attuarono richiamando l’interesse nazionale.

Uno degli aspetti più allarmanti di questo fenomeno, come tanti drammatici casi di cronaca hanno dimostrato, è legato alla violazione delle norme in termini di sicurezza. Le costruzioni sono estremamente pericolose proprio perché innalzate su terreni che non sono idonei. Infatti, se tralasciamo l’enorme impatto visivo che danneggia l’ambiente circostante, vengono ignorate importati regole che sono alla base della sicurezza edilizia. Si costruisce in zone dichiarate a rischio frana, smottamento, sismiche, o in aree considerate a rischio esondazione.

Coincidenze

Si segnala una certa coincidenza tra i territori in cui l’edilizia abusiva è maggiormente sviluppata, e quelli in cui vi è una ingente presenza di criminalità organizzata. Sarà un caso?

La segnalazione proviene in maggior misura dalle numerose organizzazioni ambientaliste, sostenendo che laddove ci sia un maggior potere delle organizzazioni malavitose, si registri una marcata incidenza di costruzioni abusive.



(foto fonte web)

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La classifica degli ecomostri

Legambiente ha stilato una classifica degli edifici che deturpano le nostre coste in occasione del rapporto annuale “Mare monstrum”. Al primo posto troviamo gli scheletri di Pizzo Sella a Palermo, in seconda posizione le 35 ville nell’area archeologica di capo Colonna a Crotone, terzo posto per l’albergo sulla scogliera di Alimuri nella penisola Sorrentina sul Mar Tirreno.

In quarta e quinta posizione troviamo invece il villaggio di Torre Mileto a Lesina, in provincia di Foggia e l’abusivismo dilagante che riempie il panorama della collina di Quarto Caldo, nel Parco nazionale del Circeo.

In generale, si legge nel rapporto, che i reati di abusivismo edilizio sulle aree demaniali marittime risultano in diminuzione nel 2012 rispetto al 2011 anche se i numeri sono ancora elevati: 2.864 illeciti, 4.615 persone denunciate e 1.491 sequestri.

E lo Stato che fa?

Per risanare le coste italiane è stato approvato il 26 Luglio scorso, dal Consiglio dei Ministri, un disegno di legge che mette a disposizione dei Comuni 10 milioni di euro per il 2013, finanziamento del Ministero dell’Ambiente, per l’abbattimento degli immobili abusivi in aree ad elevato rischio idrogeologico. La scelta del Ministero di destinare un fondo agli interventi di demolizione è legato al fatto che nella maggior parte dei casi, non si adempie all’esecuzione vera e propria: su 46.760 ordinanze emesse, solo 4.956 hanno avuto luogo.

Ecomostri oggi: un bilancio.

L’elenco degli ecomostri tutt’ora presenti sul territorio è ancora piuttosto lungo ma per fortuna inizia ad aumentare anche la lista degli ecomostri abbattuti. Lo scorso Giugno, dopo vent’anni di lotte giudiziarie, è stata demolita la struttura fantasma costruita nel 1989 a pochi passi dalla spiaggia di Realmonte (Scala dei Turchi, Agrigento) candidata a diventare patrimonio dell’Umanità per la particolare scogliera di marna bianca a picco sul mare.

Demolire strutture abusive rappresenta un forte deterrente per i costruttori privi di scrupoli, irrispettosi della legalità e della sicurezza dei cittadini.

Ad oggi esistono molte iniziative che mirano non solo ad impedire la costruzione di questi edifici, ma soprattutto a localizzare e denunciare le violazioni, coinvolgendo i cittadini e invitando loro ad essere attivi e segnalare gli ecomostri presenti nel proprio territorio monitorando così gli abusi e le attività illecite che deturpano il paesaggio e alimentano il degrado del Patrimonio Ambientale Italiano.

Simona L. Conticello

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