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Ombre rosse


(foto fonte web)

(foto fonte web)

Una diligenza con sette passeggeri e due guidatori deve raggiungere la cittadina di Lordsburg nel New Mexico, rischiando di incappare nei pericolosi Apache che popolano il percorso.


Grande classico del western e del cinema classico americano, che aveva in John Ford un esponente di punta per la didattica semplicità delle storie e l’impeccabile pulizia della rappresentazione; eppure è straordinario, in un film così universalmente “facile” e leggibile, si sviluppi un’infinità di temi, dalla nascita del Mito della Frontiera alle riflessioni sul ruolo della donna (ce ne sono due, antitetiche: la prostituta e la moglie incinta) nel cinema e nell’America degli anni ’30, fino alla contrapposizione tra il sostrato culturale conservatore e razzista (il cattivo trattamento riservato dal film a indiani e messicani) e la morale progressista che sottolinea la rivincita, con fuga d’amore finale, del bandito gentiluomo e della puttana dal cuor d’oro.

Le ristrettezze produttive e la difficoltà nel cambiare continuamente i fondali trasparenti portarono Ford a tollerare alcuni scavalcamenti di campo che è inusuale vedere con questa frequenza nel cinema americano anni ’30 e ’40.

John Ford, 1939

Recensione di Giuseppe Pastore

http://cinema-scope.org/2008/09/16/ombre-rosse-john-ford-1939/

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