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Ottobre il mese della prevenzione del tumore al seno




(foto fonte web)

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Come tutti gli anni il mese di ottobre è dedicato alla campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno, un pericolo che si sta pericolosamente allargando in Italia.

Il tumore al seno, di cosa si tratta?

Il tumore al seno è una malattia potenzialmente grave della donna, se non è individuata e curata per tempo. È dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne.

Si possono distinguere sostanzialmente due tipi di tumore al seno: quelli non invasivi e quelli invasivi. In quest’ultimo caso il tumore è andato oltre lo spazio ghiandolare del seno ed esiste la possibilità che si sia insinuato anche in altre parti del corpo umano. Per tanto, è necessaria una verifica medica degli altri organi a rischio. Proprio questo tipo di tumore, oggi colpisce tra il 70 e l’80% delle donne.

I sintomi

Il tumore può manifestarsi attraverso diversi sintomi, ma non è escluso che possa presentarsi in maniera asintomatica. Tra i sintomi più comuni troviamo un nuovo nodulo nel seno o sotto l’ascella, gonfiore di una parte del seno, irritazione della pelle del seno, arrossamento della pelle nella zona del capezzolo, dolore nella zona del capezzolo, qualsiasi modifica delle dimensioni o della forma del seno, dolore in ogni zona del seno.

Le cure

La maggior parte delle donne con un tumore al seno subiscono un intervento chirurgico per asportare le cellule malate.

Non è detto che debbano sottoporsi all’asportazione totale della ghiandola mammaria, può capitare che occorra eliminare solo un quadrante del seno, seguito da una radioterapia.

Dopo l’intervento chirurgico, un’accurata valutazione istologica e biologica è la base per definire le terapie mediche, precauzionali per ridurre al minimo il rischio che la malattia possa colpire altri organi (metastasi a distanza).

Per questa ragione alla maggior parte delle pazienti viene proposta una terapia con farmaci anticancro, (chemioterapia) che va analizzata e personalizzata caso per caso.



(foto fonte web)

(foto fonte web)

Purtroppo quando si parla di tumori, si parla anche di fattori a rischio e di familiarità. Difatti, circa il 5-7% delle donne con tumore al seno, ha più di un familiare stretto malato (soprattutto nei casi giovanili).

I numeri: un pericolo costante

I dati sono allarmanti, perché l’incidenza del tumore al seno è di 37.000 nuovi casi ogni anno in Italia. Colpisce una donna su dieci e rappresenta il 25% di tutti i tumori nel sesso femminile.

Questa patologia, con il 29% delle diagnosi tumorali complessive, è il tipo di cancro più diffuso fra le donne, ma è anche una malattia che, se diagnosticata in tempo, ha una percentuale di guarigione del 90% e diagnosticata solo per il 30% dei casi prima dei cinquant’anni.

Negli ultimi anni il tumore tende a colpire però donne sempre più giovani, per questo è importantissima la prevenzione, quindi visite senologie e mammografie.

 Ottobre, mese della prevenzione

Da diversi anni il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione, con la campagna ‘Nastro rosa’ che oramai quasi tutte le donne conoscono.

Questa campagna è promossa dalla Lilt (Lega Italiana Lotta contro i Tumori) e da Estée Lauder Companies, che coinvolge strutture e istituzioni di tutto il territorio dedicate alla senologia. In questi ambienti vengono sensibilizzate le donne alla prevenzione con visite gratuite e informazioni sui tumori.

Ogni città d’Italia propone azioni differenti per attirare l’attenzione sulla campagna, ma quasi tutte hanno voluto tingere di rosa – colore simbolo della lotta contro il tumore al seno – i loro simboli. Verranno, infatti, illuminati di rosa moltissimi monumenti, edifici, fontane, piazze: il prossimo week end, le vie dello shopping di lusso di Milano si vestiranno di rosa, così com’è accaduto a Genova lo scorso fine settimana, alla fontana di Piazza de Ferrari.

Sul sito della Lilt è possibile consultare il calendario della campagna Nastro rosa diviso per città, con i vari recapiti telefonici e indirizzi, dove poter effettuare le visite gratuitamente (www.lilt.it).

L’informazione come prima prevenzione 

Non va mai dimenticato che un’informazione corretta è la prima e più importante prevenzione, seguita da una visita e da una diagnosi precoce. Non siamo quindi avari soprattutto con le nuove generazioni.

Dora Millaci

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