(foto fonte web)
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Le autorità italiane hanno ufficialmente sospeso le ricerche delle gemelline Livia e Alessia scomparse il 30 gennaio scorso. La decisione è maturata in seguito all’assenza di elementi concreti capaci di indirizzare le indagini verso una pista ben precisa su dove possano trovarsi le due bambine.

La notizia della sospensione delle ricerche si presta tuttavia a una doppia interpretazione. Nei giorni scorsi è stato trovato infatti un oggetto appartenuto a  Matthias Schepp, padre delle due gemelline, vale a dire un registratore.

L’obiettivo degli inquirenti, in un primo momento, era stato quello di recuperare il registratore nella speranza che in esso vi fosse un nastro utile a dare indicazioni precise circa la collocazione delle bambine.

E’ notizia delle ultime ore che invece quel nastro non è stato trovato e dunque esistono oggi le stesse informazioni conosciute all’inizio delle ricerche. In questo caso, la sospensione significherebbe la fine di ogni speranza. Ma c’è un’altra possibile interpretazione dei fatti. La sospensione potrebbe infatti essere letta come l’anticamera a notizie clamorose che potrebbero susseguirsi nei prossimi giorni.

Nonostante le diverse chiavi di lettura, restano ugualmente alcuni enigmi dovuti ai risultati delle indagini. Infatti quest’ultime si sono molto concentrate in Puglia, laddove il padre delle gemelline si era suicidato dopo essersi separato dalle bambine.

Secondo diverse testimonianze, e secondo la ricostruzione del tragitto di Matthias Schepp, le gemelline dovrebbero trovarsi in Corsica, luogo simbolo di vacanze felici vissute dalla famiglia prima della separazione dell’uomo con la moglie Irina Lucidi. E’ proprio dal momento in cui l’uomo lascia la Corsica che non si hanno più notizie delle bambine.

La pista sembra essere suffragata anche da alcune testimonianze, fra cui una foto, in cui Schepp torna dalla Corsica ma, al contrario di quanto avvenuto all’andata, non ha più con sé le figlie. Tuttavia le ricerche a tappeto svolte in Corsica, e successivamente anche in Sardegna, non hanno portato a risultati utili.

Appare invece quasi del tutto infondata l’ipotesi che le due gemelline siano state imbarcate su un aereo a Nizza alla volta di chissà quale destinazione; la scarsa probabilità è la stessa che accompagna l’ipotesi che invece le bimbe siano arrivate in Italia in compagnia del padre.

Purtroppo l’ultima delle lettere scritte da Schepp e inviate alla moglie non lasciano presagire nulla di buono: in essa vi è scritto che le bambine sono ormai al sicuro. Ma cosa può significare? Come interpretare tale frase?

La speranza è che la lettera si riferisca a una sicurezza “fisica” delle bambine, al sicuro da sconosciuti; tutt’altra emozione provocherebbe sapere le bambine al sicuro in senso differente, ormai in una vita migliore di quella attuale. Finora gli investigatori, ovvero le polizie di Francia, Svizzera e Italia interessate dalla vicenda, non ha prodotto alcun risultato utile a rispondere alle suddette domande.

La sospensione delle ricerche va probabilmente letta nell’ottica di una sorta di impotenza che aleggia sulla vicenda, col terrore che le bambine siano state uccise dal padre e poi fatte sparire forse fra le profondità marine. Ma anche questa è solo un’ipotesi, una delle tante che rendono la scomparsa delle due bambine un mistero in piena regola.

di Pasquale Ragone  

(Articolo tratto dal settimanale “International Post”, 28.3.2011)

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