Risale a pochi giorni fa la notizia dell’allarme lanciato dal Vaticano sugli stupri cui, le donne migranti, vengono sottoposte proprio durante il loro viaggio verso i paesi occidentali.
L’allarme di cui parliamo viene diramato dalla Santa Sede, attraverso un’azione in sinergia che vede coinvolti il mensile dell’Osservatore Romano, nell’approfondimento “Donne Chiesa Mondo” e un recente rapporto Unicef che stabilisce come queste donne subiscano violenze sessuali in un rapporto di una su due.
Una realtà che non lascia spazio a chi volge lo sguardo altrove.
Le violenze sessuali denunciate si verificano nelle terre già martoriate dal conflitto in atto; nei centri in cui queste persone vengono raccolte prima della partenza, che si trasformano in campi di prigionia, come nelle traversate stesse, come nei centri di accoglienza.

A darne resoconto vi sono le parole di Monsignor Silvano Tomasi, numero due del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale.
Monsignor Tomasi, unitamente alla storica Lucetta Scaraffia, hanno fatto il punto della situazione in un incontro sul tema, presso la sede dei Cavalieri dell’Ordine di Malta.

Un incontro mirato ad affrontare la problematica delle violenze subite da queste donne, con i racconti degli stessi migranti ove traspare la violenza quotidiana, il degrado, l’abuso, le torture fino a raggiungere un ordine del terrore che le consegna a sottostare al potere dei trafficanti di esseri umani.
Sia nelle loro terre, come accade in Libia punto di maggior raccolta dei migranti che provengono prevalentemente dall’Africa sub-sahariana, sia una volta qui approdate, dove le denunce di abusi e violenze a carico delle donne sembrano continuare indefessamente.

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