Javier Scordato, artista italo-argentino, ci ha preso gusto e, per le seconda volta, inserisce nelle sue opere le immagini dei volti di Latorre e Girone, i due Fucilieri della S.Marco al centro del caso che ha infiammato, quanto diviso, l’opinione pubblica dal 2012 ad oggi.

Alla precisa domanda rivolta allo stesso Scordato “Insomma, ce l’ha proprio con loro?”, l’artista risponde in modo chiaro: “Neanche per sogno: ce l’ho con chi ne ha fatto un simbolo politico dell’Italia. E il popolo del Kerala avrà diritto a conoscere la verità o no? Già non ho molta fiducia nei tribunali militari, ma se dovessero fare il processo qui sarei preoccupato per le vittime indiane, perché qui in Italia si dà per scontato che siano innocenti. È come se la tragedia del Cermis non avesse insegnato nulla. Se succede a noi, almeno. Con questo non voglio dire che i due fucilieri di Marina siano colpevoli”.
E partendo proprio da questa sua affermazione, a dir poco contraddittoria, rivediamo i punti salienti, perché , se da un lato Scordato attacca il simbolo politico rappresentato dai Marò, dall’altro ne fa un simbolo artistico ritenendolo, verosimilmente, più legittimo.

Novembre 2015. Javier Scordato realizza un dittico, che verrà esposto e criticato proprio nella città di Torino, ove rappresenta Latorre e Girone raffigurati come due madonne, armate, nell’atto di calpestare teschi insanguinati.
Alle critiche, Scordato, fa un passo e indietro e dichiara la sua opera un “dissenso trash che è stato strumentalizzato”, rincarando con un esplicativo “è immondizia la santificazione di due persone che, senza entrare nel merito (e per fortuna, ndr) della vicenda giudiziaria, sono attualmente le uniche sospettate di un duplice omicidio”.

Perché contraddittorio? Javier Scordato crea un parallelo indicando nella vicenda del Cermis un precedente valido sul quale fondare un punto di vista che, a quanto pare, vorrebbe successivamente applicato ai Marò, come se nel suo ragionamento, la dinamica rilevata nella tragedia del Cermis, dovesse per forza essersi ripetuta nella vicenda dei Marò. Ciò nonostante, ovvero dopo il parallelo fra le due vicende, l’artista sostiene che non è sua intenzione affermare la colpevolezza dei Fucilieri. Chissà? Forse perché tutti in divisa i protagonisti delle due tragedie?

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