(foto fonte web)
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Viveva in una bella villetta in un quartiere di Londra con la moglie inglese, auto di gran lusso parcheggiate in giardino e orologi preziosi al polso. Insomma, Domenico Rancadore conduceva una vita molto agiata, e probabilmente pensava di aver chiuso con il passato e di essersi costruito una nuova identità “pulita”.

In realtà “ù profissuri” era ricercato dal 1994 dalla polizia italiana, e dal 1998 le sue ricerche erano state estese in campo internazionale. L’uomo, un 64enne originario di Palermo, è stato condannato e deve scontare 7 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, estorsione e altri gravi delitti.

Le ricerche del latitante non si sono mai interrotte, e finalmente, al termine di una complessa attività investigativa svolta dagli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) e della Squadra mobile di Potenza, in collaborazione con l’Interpol, l’uomo è stato individuato.

Le informazioni dei poliziotti italiani hanno consentito ai colleghi inglesi, grazie anche alla collaborazione del Servizio per la collaborazione internazionale di polizia (Scip) di individuare Rancadore e arrestarlo ieri sera mentre faceva rientro a casa. Aveva assunto una nuova identità: si faceva chiamare Marco Skinner e aveva aperto un’agenzia di viaggi. Dopo alcuni giorni di appostamento, il ricercato è stato bloccato e arrestato nonostante un iniziale tentativo di fuga.

Negli anni ’90 l’uomo è stato un esponente di spicco della mafia palermitana, e molti collaboratori di giustizia lo hanno indicato come uno dei vertici del mandamento di Caccamo. In particolare era il capo di “Cosa nostra” nella zona di Trabia, ed era inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi in ambito di mafia.

08 agosto 2013

(fonte Polizia di Stato)

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