(foto fonte web)
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Tutti ne hanno paura ma nessuno li conosce. Perseguitati e diversi da sempre. La parola ai rom. “La parola zingaro è diventata offensiva, per cui essi stessi e i loro amici evitano di pronunciarla. Una volta non lo era…”Dal prologo di Predrag Matvejevic'”Io fino a sei o sette anni fa nascondevo il fatto di essere rom.

Poi sono arrivato a capire che sono come tutti e che il problema non è mio, ma di chi mi disprezza… Da allora ho realizzato che non mi devo più nascondere perché non ho niente di cui vergognarmi.” Giovanni, frate rom. Se proprio non volete vederci come esseri umani allora guardateci come specchio: vi conoscerete meglio e senza nemmeno spendere un soldo. Bobby, fotografo rom “Fa male vedere come trattate degli esseri umani che nella loro storia non hanno fatto del male a nessuno.

Noi jenisch, rom, sinti, non siamo mai entrati in guerra.” Mariella Mehr, scrittrice jenisch, vittima del programma dell’associazione svizzera Pro Juventute. “Morto all’età di ventun anni, Giuseppe Catter, il partigiano Tarzan, era uno zingaro. Ci furono altri sinti e rom che combatterono per restituire libertà al nostro Paese. Peccato che nessuno lo sappia.” Francesco Biga, direttore dell’Istituto storico della Resistenza di Imperia

Info su http://www.chiarelettere.it/php/catalogo.php

 Pino Petruzzelli

casa editrice: Chiarelettere

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