Nevada, Loverlock Correctional Center. Poco dopo la mezzanotte a cavallo fra l’1 e il 2 ottobre 2017 O.J. Simpson varca il portone del carcere ed esce.

Un portavoce spiegherà che l’uscita notturna del detenuto è dovuta a motivi di sicurezza, oltre che per contenere l’attenzione che i media avrebbero certamente riservato al detenuto stesso.
Perché lui è O.J. Simpson. E in quanto ad attenzione mediatica ha l’imbarazzo della scelta.

Simpson è stato un campione di football americano, sport amatissimo che ha regalato al grande pubblico delle star fra le fila dei giocatori. E O.J. fu un campione di ottimo livello.

Ma Simpson fu anche un attore hollywoodiano e ha all’attivo qualche parte in pellicole di successo come Radici (1977), Capricorn One (1978), L’inferno di cristallo (1974), Cassandra Crossing (1987), e persino in film in stile comico come “Una pallottola spuntata” (1988, 1991, 1994).
Tanto piaceva a O.J. Simpson il cinema che, mentre ancora vestiva i panni del campione indiscusso di football, nel 1979 avvia la sua azienda di produzione cinematografica, la Orenthal Productions che scodellava prevalentemente programmi televisivi.

Nonostante le svariate possibilità di condurre un’esistenza agiata e costellata da successi personali però, O.J. macchia il suo percorso personale con reati di differente gravità.
Nel 2004 viene condannato al risarcimento di 25.000 $ (oltre all’ammontare delle spese processuali pari a 33.678 $) per l’uso illegale di apparecchiature elettroniche impiegate per captare abusivamente il segnale televisivo.

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