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Gli uomini e le donne non reagiscono nella stessa maniera dinanzi le situazioni particolarmente stressanti.

Ogni giorno a come gli uomini e donne si relazionano ad eventi che causano forte stress: una situazione negativa sul posto di lavoro o la fila nel traffico, tanto per citare alcuni esempi.

La risposta a questa diversità dei due sessi nell’approccio allo stress, sembra trovare conferma nelle più antiche teorie evolutive: l’uomo nasce per procacciare e per combattere contro i predatori, mentre le donne per proteggere il nucleo familiare, entrando meno a contatto con situazioni di forte stress.

Uomini e donne

In realtà nel corso degli anni questa dicotomia tra il sesso delineato come “forte”e quello “debole”, sembra venire meno; recenti studi dimostrano che l’asse ipotalamo-ipofisi coinvolto nella risposta dell’organismo allo stress, sembra attivarsi molto di più ed in maniera più rapida nei maschi rispetto alle femmine, producendo ad esempio livelli di cortisolo 7 volte maggiori rispetto alle donne, dopo soli 20 minuti in coda nel traffico. Così mentre le donne preferiscono scegliere la razionalità e la condivisione dei propri problemi con amici e familiari, l’uomo risponde con aggressività allo stress, cercando attività che portino a focalizzare i propri pensieri su altri fronti.

Le teorie evolutive che delineano sin dall’antichità le differenze di sesso nel modo di reagire allo stress, trovano recente conferma in alcuni studi che identificano il gene SRY, localizzato sul cromosoma Y, noto per il suo coinvolgimento nello sviluppo del sesso del feto, come uno dei principali responsabili delle risposte diverse allo stress negli uomini e nelle donne.

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Sistemi differenti

Il gene SRY regola la produzione degli ormoni responsabili dello sviluppo dei testicoli e codifica per una proteina che nell’adulto è localizzata non solo nel cervello, ma anche in organi che svolgono un ruolo fondamentale nella risposta dell’organismo allo stress, quali cuore e polmoni. Secondo recenti dati, l’ipotesi è che la proteina SRY aumenti nell’uomo la produzione di catecolamine, in particolar modo dell’adrenalina che regola l’afflusso sanguigno al cuore; in questo modo l’incremento dei livelli di adrenalina nell’uomo sarebbero responsabili di una risposta allo stress più aggressiva nell’uomo rispetto alla donna, che invece risulterebbe meno sensibile a tali effetti mediati dall’adrenalina, grazie alla presenza degli estrogeni che attiverebbero la produzione di oppioidi portando ad una reazione decisamente più moderata.

Uomini e donne quindi funzionano come sistemi differenti, soprattutto dal punto di vista ormonale, dove i livelli di ormoni circolanti nell’organismo possono determinare l’attivazione specifica di alcuni geni in un sesso anziché nell’altro, causando quindi risposte completamente diverse allo stress.

Sistema immunitario

In tal senso un ruolo importante sembra essere svolto anche dal sistema immunitario, che sembra essere molto più sensibile agli stimoli esterni nelle femmine, mediando reazioni di allerta più marcate rispetto al sesso maschile. I responsabili di questa attivazione sarebbero i monociti, cellule immunitarie che si spostano regolarmente attraverso la barriera emato-encefalica, che separa il cervello dal sangue: essi vigilano proteggendo l’organismo dall’azione di patogeni eterni; sembrerebbe così che i monociti rispondano ai segnali di pericolo in maniera diversa nei due sessi, nelle donne l’attività di segnalazione più intensa comporterebbe dei livelli di infiammazione più alti rispetto al sesso maschile.

In conclusione, le donne sembrano rispondere in maniera diversa allo stress. Tutto ciò sembra essere correlato agli ormoni presenti nell’organismo che agiscono garantendo non solo la diversità fisica nei due sessi, ma anche quella legata ai diversi modi diversi di reagire alle situazioni potenziali di stress.

di Alessia De Felice

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