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Il film italiano rivelazione alla Mostra del Cinema di Venezia: convincente opera prima di Emma Dante.

Un duello contemporaneo dal retrogusto western, che vede a fronteggiarsi due donne, invece che due cowboy, e due automobili sostituite a cavalli e rivoltelle, è protagonista del film d’esordio al Cinema di Emma Dante, già scrittrice, attrice, e regista teatrale di talento, presentato alla 70° Mostra del Cinema di Venezia.

Un “battesimo” di tutto rispetto per Via Castellana Bandiera, storia nata come romanzo, omonimo, dalla penna della stessa Emma Dante, che ha poi mutato forma, davanti agli occhi di spettatori e stampa accorsi al Lido per la prestigiosa manifestazione, trasformandosi in una pellicola intelligente, dura e ricca di significati simbolici, valevole della Coppa Volpi per le recitazione all’attrice Elena Cotta, 82 anni.

Tutto ebbe inizio…

La vicenda comincia sotto il sole cocente d’agosto a Palermo. Sara (Emma Dante), siciliana d’origine, ha lasciato quell’isola ed una madre a lei ostile diversi anni addietro ed ora è tornata nella sua terra natia seppur di malavoglia per accompagnare Clara (Alba Rohrwacher), qualcosa in più di una semplice amica, al matrimonio di un comune amico. Le due donne sono in macchina quando Sara, alla guida, decide di imboccare una strada stretta e quasi angusta, la famigerata via Castellana Bandiera, appunto.

Fin qui niente da segnalare ma d’un tratto sopraggiunge Samira (Elena Cotta), ottantenne albanese, anch’ella in auto, con tanto di famiglia ad affollare l’abitacolo, che provenendo dalla direzione opposta chiede, anzi pretende, che le venga lasciato spazio e modo di raggiugere la sua abitazione, appena al di là di quell’ingorgo appena nato.

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La lotta

In men che non si dica l’ostilità, la cocciutaggine, il nervosismo generale riescono nell’intento di dare i natali a due fronti: Sara contro Samira, la Multipla dell’una e la Punto dell’altra muso a muso, senza volontà alcuna di cedere metri all’altra.

Chi ha ragione e chi ha torto? Poco importa, trascorsi gli attimi iniziali scanditi da reciproci insulti ha inizio una vera e propria guerra di posizione, in cui, pur di non indietreggiare e far retromarcia, le due conducenti sono disposte a patire la sete, la fame, insomma sono pronte a tutto a patto di aggiudicarsi il diritto di passare, il rispetto e l’onore.

Nel frattempo la famiglia Calafiore, abbandonato il veicolo di Samira, senza porsi troppi scrupoli organizza, con la collaborazione degli abitanti del quartiere, una scommessa su chi delle due donne lascerà per prima il passo all’altra, tanto per lucrare sull’accaduto ed aggiungere un pizzico di grottesco in più a quella situazione già di per sé così assurda.

La notte

Il tempo passa, cala la notte, e man mano scopriamo nuovi particolari, conosciamo meglio le nostre due anti-eroine, accomunate da un passato infelice ed un presente colmo di rabbia.

E se entrambe non hanno modo o voglia di affrontare i propri fantasmi sono ora più che mai determinate a non mollare la presa ed il volante. Chi la spunterà?
Il film partendo da una circostanza tutto sommato comune giunge, esasperandola, a raccontarci la storia di quanto dannosa possa essere l’ostinazione, di quanto prospettive limitate non conducano infine da nessuna parte.

Che si tratti di relazioni umane o di riflessioni di tipo sociale a largo spettro “Se lei si imputa e l’altra si impunta nessuno la spunta” ammonisce la saggezza popolare.

La mediazione è senza dubbio l’unica strada percorribile e Via Castellana Bandiera diviene per questo un tracciato senza via d’uscita.

di Mara D’Alessandro

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