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Il silenzio dei vivi




(foto fonte web)

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Come ogni anno il 27 gennaio si spendono pensieri e parole per cercare di contrastare l’effetto del tempo. Le parole per sensibilizzare coloro che non hanno vissuto uno sterminio lontano ormai più di mezzo secolo si stanno consumando velocemente e quella foschia che cancella i contorni degli avvenimenti diventa sempre più fitta. Ecco perché Altriconfini.it si unisce al coro di chi non vuole dimenticare uno dei fatti più cruenti della nostra storia recente; cerchiamo di farlo nel modo più verosimile per tramandare le sofferenze delle vittime, ovvero offrendo i ricordi di chi ha vissuto la Shoah in prima persona.



«La nostra voce e quella dei nostri figli devono servire a non dimenticare, a non accettare con indifferenza e rassegnazione le rinnovate stragi di innocenti. Bisogna sollevare quel manto di indifferenza che copre il dolore dei martiri! Il mio impegno in questo senso è un dovere verso i miei genitori, mio nonno e tutti i miei zii. È un dovere verso i milioni di ebrei “passati per il camino” , gli zingari, figli di mille patrie e di nessuna, i testimoni di Geova, gli omosessuali e verso i mille e mille fiori violentati, calpestati e immolati al vento dell’assurdo; è un dovere verso tutte quelle stelle dell’universo che il male del mondo ha voluto spegnere. I giovani liberi devono sapere, dobbiamo aiutarli a capire che tutto ciò che è stato storia, e la storia oggi, si sta paurosamente ripetendo».

Elisa Springer, Il Silenzio dei Vivi

di Nicola Guarneri

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