(foto fonte web)

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Il regista Hytner porta a teatro l’Otello in chiave moderna, tra guerre belliche e pub veneziani, in una contemporanea realtà dove tutto è possibile.

Al National Theatre di Londra va in scena l’Otello di Hytner, dove protagonista è il realismo. Questa infatti la chiave interpretativa dello sceneggiatore, che intende parlarci dei suoi personaggi come fossero persone vere. Ciò che interessa a lui è la contemporaneità, ci narra la trama dell’opera attraverso una rappresentazione teatrale che sa di vero, tutto ciò che vediamo è come lo vediamo, non percorriamo il passato ma il presente. Un realismo senza realtà, un’opera dal forte sapore moderno.

Nulla è diverso dal testo originale, Hytner ne è fedele e appassionato, non sottrae nulla ma reinterpreta soltanto, rendendo possibile anche ciò che non ci aspetteremmo, come dimostra la prima scena in cui diviene realtà anche un pub a Venezia, o ancora un consiglio di guerra con tanto di funzionari in giacca e cravatta, per finire con Cipro mutato nel deserto dell’Afghanistan.

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Il suo Iago è unico, fa del male a chi secondo lui lo merita, lo fa per combattere la sua umiliazione, ed il risentimento ne diventa punto centrale. Bravo Adrian Lester ad interpretare il protagonista, a mostrarne il carattere con sottigliezza come richiede il regista.

Esplosivo lo spettacolo, sembra quasi di stare a vedere un film di guerra in tv o al cinema più che a teatro, mentre la nostra mente inizia a domandarsi come sia possibile dedicarsi alle futilità della vita mentre si è circondati da emergenze ben più gravi, quello che emerge è la collettività, la verità che ne esce fuori, lasciando da parte i problemi dei singoli e guardando a una ben più vasta realtà.

Un Otello moderno e reale, attivo, contemporaneo ed invitante, Hytner ci offre uno spettacolo nuovo della grande opera di Shakespeare.

di Marina Montini

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