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Misterioso delitto a Monfalcone




(foto fonte web)

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E’ mattino presto, poco dopo l’alba. Panzano, un quartiere di Monfalcone, si appresta lentamente a risvegliarsi dalla notte appena trascorsa. In pochi sono già per le strade. Luca Morsolin, operatore ecologico del posto, sta cominciando il turno accompagnato da quella quiete che avvolgerà il centro urbano ancora per poco prima che la vita riprenda a brulicare. Trascorrono solo alcuni istanti ed una sagoma in lontananza sfocata, accasciata tra le automobili, diventa sempre più nitida ad ogni passo dell’operatore; l’idea, verosimilmente, fu quella di trovarsi di fronte ad un ubriaco, magari un senzatetto, ma certamente chiunque fosse quell’individuo aveva tutta l’aria di aver bisogno d’aiuto. Il netturbino senza temporeggiare corre a chiamare aiuto in un bar, ma al suo ritorno, quando fu abbastanza vicino da vedere in faccia quell’uomo vi fu la triste rivelazione. Era un corpo senza vita. Giaceva disteso morto in una pozza di sangue e dalle condizioni in cui versava non certo per cause naturali, bensì brutalmente ucciso.

La mattina del 19 gennaio 2013 a sirene spiegate le volanti di carabinieri e polizia spezzano definitivamente quel silenzio irrompendo sul posto. La strada teatro dell’orrore, via Marco Polo, è stata chiusa al traffico e recintata la zona di interesse, il civico numero 26. Gli agenti scoprono che quel corpo senza vita appartiene a Riccardo Degrassi, 38 anni, dipendente della compagnia portuale di Monfalcone. I pochi elementi che vengono analizzati sulla scena del crimine dicono che il giovane è stato colpito al capo con un pesante vaso di terracotta. Il cranio fracassato, evidenti segni di percosse e una profonda ferita dietro l’orecchio raccontano di una colluttazione che presumibilmente poteva contare più  protagonisti; si pensa che almeno due o tre persone si possano essere accanite contro Riccardo.



(foto fonte web)

(foto fonte web)

L’autopsia probabilmente dirà molto di più. Nella ricostruzione dei fatti avvenuta anche tramite l’aiuto di alcuni testimoni, pare che il ragazzo abbia passato la serata in compagnia di un amico, in un bar di Piazza della Repubblica in centro a Monfalcone; intorno alle 2.30 della notte la decisione che la serata si sarebbe conclusa li. L’inconsapevole vittima dunque saluta e si incammina a piedi  verso casa; sono le tre di notte. Da qui in poi esistono solo punti interrogativi prima del ritrovamento del suo cadavere alle 5.00 del mattino. Gli uomini della scientifica hanno scandagliato l’intera zona dell’omicidio, analizzando le macchie di sangue, alla ricerca di importanti indizi come le impronte digitali sui cocci di quel vaso trasformato in arma del delitto. A tal fine è stato perfino repertato e catalogato ogni singolo frammento di terracotta recuperato dall’asfalto dopo l’impatto con il cranio del malcapitato.

Le indagini coordinate dal nucleo investigativo stanno analizzando la storia facendo luce sulla vita della vittima, prendendo informazioni anche da chi con lui condivideva il lavoro o la vita privata. Si escludono le dicerie che parlano di  problemi legati ad un presunto alcolismo, anche perché  la sera del delitto ad esempio, Riccardo non aveva assolutamente assunto alcool in dosi massicce. Ci si sofferma  piuttosto sulla sfera personale di Degrassi. Tutti lo descrivevano come un  “un buono strapazzato dalla vita”, una persona capace sotto il profilo professionale, buono e sempre a disposizione di chi avesse bisogno; di contro ha dovuto affrontare una vita difficile, fatta di rapporti familiari complicati, una separazione molto dolorosa e una nuova convivenza difficoltosa. Il tutto aggravato da  alcuni problemi con la giustizia. Un uomo che ben conosce il rispetto e l’educazione ma poco incline alla diplomazia.

Al momento non ci sono sospettati o individui sottoposti a fermo; le indagini sulla vita del giovane portuale stanno andando a ritroso. Si cercano vecchi contrasti avuti in passato considerando le frequentazioni di ambienti alquanto poco raccomandabili nel rione di Panzano. L’ex moglie ha confermato  la notizia di un dissidio alcune settimane prima, in un bar con alcuni stranieri. Gli investigatori stanno valutando anche l’ipotesi di un movente passionale, si parla di un possibile rivale in amore. Cosa si nasconde dietro questa vita spezzata? Una lucida riflessione di premeditazione o solo il tragico epilogo di uno scontro fortuito degenerato, specchio di una società che va cambiando?

Di Alberto Bonomo

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