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Un passaggio d’epoca. Esercizi di teoria sociale. Incontro con il sociologo Paolo Jedlowski


(foto fonte web)

(foto fonte web)

Il Dipartimento di storia, società e studi sull’uomo, Astràli Teatro e Comune di Lecce hanno realizzato, presso il Teatro Paisiello di Lecce, un incontro con (sociologo e professore ordinario di Sociologia presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università della Calabria).

Sono intervenuti Mariano Longo, Marcello Strazzeri e Fabio Toledi (direttore artistico di Astràgali Teatro). Jedlowki è autore di numerosi volumi tra cui “Il racconto come dimora”, “Il sapere dell’esperienza – Fra l’abitudine e il dubbio”, “Storie comuni – La narrazione nella vita quotidiana”.

«”Passaggio d’epoca” vuole essere un omaggio al libro di Alberto Melucci», professore ordinario di Sociologia dei processi culturali all’Università degli Studi di Milano, psicoterapeuta e poeta. «La sensazione di trovarci in un passaggio d’epoca – dice Jedlowsky – oggi è più diffusa di allora, periodo in cui è stato scritto il libro di Melucci».


«In questo volume, in realtà una serie di saggi – continua Jedlowsky –  sviluppo tre concetti: il primo è il passaggio d’epoca, il secondo memoria e futuro, il terzo interrogare le fonti».

«Metto a confronto la teoria sociale e il cambiamento del mondo. Però più che di teoria mi piace parlare di fare teoria».

La teoria sociale è un luogo di intersezione fra scienze sociali diverse, in essa infatti, si sviluppano concetti che hanno a che fare con antropologia, economia, storia, psicologia sociale, linguistica ecc.). «Dobbiamo fare teoria, pensare nella situazione di oggi». Passaggio d’epoca quindi per Jedlowski è «un sacco di cose». «È qualcosa che riguarda il futuro, un futuro che non c’è».

A proposti di memoria e futuro dice: «Esiste una memoria del futuro? Si può fare una memoria dei futuri passati, perché nel passato ci sono state diverse idee di futuro. Infatti, io scelgo quali futuri passati onorare e ricordare».

Infine interrogare le fonti. Jedlowski brevemente sostiene che: «Fare teoria sociale non è un esercizio soltanto mentale. La teoria vive nel suo rapporto con la ricerca. La teoria si fa cercando riscontri con la realtà».

A conclusione di tutto resta a mio avviso l’interrogativo siamo in grado come sociologi di comprendere il mondo in continua evoluzione?

di Marco Arnesano

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