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Sull’orlo del collasso! L’inchiesta romana che fa discutere




(foto fonte web)

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Dove sono finiti gli 800 mila euro spesi per la costruzione di Piazza Amendola?

Per dimostrare lacune e disservizi del quadrante Casale Nei e Porta di Roma, abbiamo incontrato Patrizia Farroni dell’omonimo Comitato di Quartiere che ci ha elencato una serie di mancanze già segnalate al presidente del Municipio Cristiano Bonelli, all’Assessore all’Urbanistica Marco Corsini e al Sindaco di Roma Gianni Alemanno. «I cittadini di questo quartiere sono contribuenti aventi pari diritto di quelli residenti al Centro Storico.

Mi spieghi il Sindaco perché questo quartiere non possa avere un numero adeguato di vigili rispetto al numero di residenti e perché non viene a vedere in che situazione versa l’unico parchetto per bambini che abbiamo. Infine perché non possiamo avere un quartiere vivibile e un referente a cui appellarci per tutti i problemi che abbiamo visto che, tanto i costruttori quanto gli organi istituzionali come il Municipio, dichiarano non propria la responsabilità dell’area di Casale Nei che è diventato un quartiere dormitorio!».

Costeggiando con la macchina la strada che porta al centro commerciale non si può non far caso all’assenza di cura per i pochissimi alberi ormai morti e per la spettrale “piazza” Ferruccio Amendola. A tal proposito si è mosso il Presidente del Comitato di Quartiere Carlo De Marco che ha preteso delle spiegazioni sugli 800 mila euro spesi per la costruzione della piazza: «ho avuto una risposta solo dal Gruppo del IX Dipartimento Lavori Pubblici che ha inserito i lavori della piazza nell’elenco delle opere secondarie a scomputo dichiarando come al Comune abbiano ancora 2 milioni da spendere per la scuola e altre strutture.



Questo quartiere è sorto dieci anni fa e non abbiamo visto mai costruire niente!». Per fare un confronto costruttivo, la Farroni ha proposto di prendere come modello il quartiere di Torrino Mezzocammino che attraverso i soldi dei cittadini finiti al costruttore, è stata realizzata un’opera ammirabile: Piazza Andrea Pazienza in onore del grande fumettista scomparso nel 1988.

(foto fonte web)

(foto fonte web)

Lo spazio circolare (proprio come Piazza Amendola) è stato adibito a mostra permanente affiancando le locandine di tantissimi protagonisti del fumetto italiano. Operazione riuscita così bene da diventare vera attrazione per tanti turisti oltre ad essere ribattezzata “Piazza dei fumetti” e aver concluso i lavori in un tempo irrilevante rispetto a quelli di Casale Nei.

Ultimi ma non ultimi per importanza sono i problemi che riguardano le colonnine arancioni dei velo ok, i carrelli e l’assenza dell’Acea sul territorio. Il servizio pensato come deterrente contro l’alta velocità delle autovetture, ha disatteso le aspettative: quello che doveva essere uno spauracchio si è trasformato spesso in contenitore per i rifiuti.

La mancanza di educazione civica è ormai arrivata ad un picco insostenibile: chi usufruisce dei carrelli per trasportare la spesa fuori dal centro commerciale, ultimamente usa lasciarli in mezzo al marciapiede senza tornare all’interno del supermercato facendo sì che i residenti quando escono la mattina debbano fare lo slalom in mezzo agli stessi carrelli.

Infine l’assenza di un servizio primario come l’illuminazione: «Quando è andata via la luce per le strade – prosegue la Farroni – abbiamo chiamato l’Acea. Ha risposto che il nostro quartiere non è di loro competenza! Ma allora con chi dobbiamo parlare per evitare che anche mentre dormiamo non entrino i ladri dentro casa, visto che di giorno i furti sono diventati pane quotidiano?»

Daniele Pellegrino

daniele.pellegrino@vocequattro.it

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