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Todo modo




(foto fonte web)

(foto fonte web)

Mentre tutti i principali esponenti della Democrazia Cristiana sono riuniti in una specie di albergo-eremo per una tre giorni di esercizi spirituali, un misterioso killer inizia a farli fuori uno alla volta.

Elio Petri, 1975
Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, il penultimo film di Elio Petri è un’opera macabra, sepolcrale e pesantemente inclinata verso il grottesco. Un’opera certo sgradevole e impopolare, anche negli ambienti più a sinistra, specialmente nei mesi in cui la DC e il PCI si stavano impegnando per mettere a punto la strategia del “compromesso storico”.



Un’opera che segnò la fine del filone politico che aveva felicemente attraversato il cinema italiano da oltre quindici anni, del quale proprio Petri può essere definito l’ultimo esecutore, il più brillante e coraggioso anche da un punto di vista puramente artistico. Ma Todo Modo è un film per lunghi momenti brutto, inutilmente criptico e ostinatamente oscuro, programmaticamente progettato per respingere invece che attrarre.

Si dirà: è l’unico modo per rispecchiare e tradurre in immagini i segreti e gli esoterismi della Democrazia Cristiana, il partito che più di ogni altro è stato espressione plastica della presa e della conservazione del potere con ogni mezzo, inclusi i più machiavellici. E’ un’obiezione accettabile solo in parte: se è vero che il sacro fuoco dell’indignazione distorce i bersagli di ogni critica, deformandoli fino alla caricatura, è anche vero che il grande cinema politico italiano si era sempre mantenuto mirabilmente lucido anche di fronte ai soggetti più scottanti e scandalosi (da Salvatore Giuliano in poi).

E’ forse anche per questo che rappresentò e anzi anticipò, inconsapevolmente, la fine di un’epoca: quest’Aldo Moro sopra le righe, così mostruoso e miserabile (reso in modo impressionante da un Volonté all’apice del suo fregolismo), sarà lo stesso Moro il cui cadavere sarà rinvenuto nel portabagagli di una Renault il 9 maggio 1978. La storia d’Italia volterà bruscamente pagina, e con lei anche la storia del nostro cinema.

Recensione di Giuseppe Pastore
http://cinema-scope.org/2013/05/08/todo-modo-elio-petri-1975/

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