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New York: Servizi a caccia di idee, desideri, sensazioni. Tra i cittadini newyorkesi c’è allerta per lo spionaggio telematico: la riservatezza dei loro dati e movimenti e la loro privacy è, ora, di dominio del web.  Il furto in questione è che quello della volontà individuale, intima e segreta.

Forti reazioni

Sono creature nuove, nate dalla più sofisticata e recente tecnologia, hanno occhi e cuore meccanici; appollaiate sugli scaffali dei negozi, sulle porte d’ingresso e d’uscita dei supermercati e degli shopping small newyorkesi. Hanno un potere in un certo senso magico,  che sfida le leggi della fisica: leggono nel pensiero. Sono a caccia delle intenzioni più recondite che appartengono all’uomo, sono alla ricerca delle sensazioni e delle impressioni che abitano nel subconscio umano e sono state create con l’unico obiettivo di spogliare e  privare l’individuo della propria riservatezza.

Appena i cittadini di New York valica la soglia di un ipermercato,  questi mostri della cibernetica scrutano le azioni di ciascun individuo, calcolano il tempo trascorso per fare la spesa o lo shopping, scandagliano l’animo per captare desideri e orientamenti del gusto, registrano ogni minimo gesto e parola, catturano le espressioni facciali che sono le cartine tornasole che indicano le valutazioni degli individui circa i prodotti da selezionare.

Cosa sono?

Si tratta di dispositivi tecnologici di ricognizione facciale ed emozionale che, dopo aver sondato scrupolosamente le mail e le navigazioni sul web di ciascun individuo, operano attente ricerche in Internet per poi inviare, alle vittime di tale furto telematico, dei messaggi di marketing ad hoc.

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Queste spie del web penetrano nel circuito delle navigazioni in Internet e raccolgono i dati relativi alle preferenze, alle valutazioni opzionali effettuate, alle scelte fatte all’interno del commercio telematico e poi inviano degli sms ad personam indirizzando gli utenti verso i più noti siti del commercio on line. Dietro tali apparecchiature “metafisiche”, vi sono  i più grandi “negozi telematici”, quali, Google,  Amazon, Apple, Microsoft, ma anche i colossi della distribuzione tradizionale, i “negozi fisici”, quali, Benetton, Family Dallas, Nordstarm.

Chi li gestisce?

Dietro le quinte di questi congegni ad alta tecnologia ci sono aziende di fornitori hi-tech come le californiane Euclid e Cisco, Brickstream di Atlanta, l’inglese Realeyes e la russa Synqera, che enumerano click e navigazioni giornaliere su Internet e, poi, inviano sms con pubblicità dei propri marchi e prodotti  di punta.  La vita dei cittadini di New York è nel mirino delle strategie di marketing on line. Ogni mossa, ogni opzione selezionata, ogni  visita e navigazione presso atelier o negozi informatici, è setacciata dai colossi della distribuzione commerciale on line.

Il ciclone del marketing telematico

Il web osserva i cittadini newyorkesi, si pone all’ascolto dei suoi più intimi desideri, percependo, forse, le volontà, prima che quest’ ultima si traduca effettivamente in azione. Ogni circostanza della routine , come può essere, appunto, il controllo della lista della spesa e l’acquisto del pane, della carne, delle bibite, dovrebbe custodire la sua dimensione di privatezza, intimità e dovrebbe meritare maggior rispetto.

Tutto questo, al contrario, è oggetto dello sguardo invasivo e indiscreto del web. I cittadini americani, oltre ad essere violati nella privacy delle proprie idee, opinioni, decisioni e delle loro esistenze, si allarmano e cercano di proteggere la propria identità e la segretezza del loro modus vivendi  e de loro modus operandi.

Ai cittadini americani che vogliono tutelare i loro diritti di  privacy, potrebbe non restare altra scelta, se non quella di cambiare continuamente identità, come Pirandello narra che fece il celebre Mattia Pascal, il quale  condusse un’esistenza  fittizia sotto le mentite spoglie di Adriano Meis, ricostruendo una nuova dimensione esistenziale, riscrivendo suoi dati anagrafici e identitari.

di Elisabetta Mancini 

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