Gli anni intercorsi fra il 1950 e il 1960 videro la nascita e lo sviluppo del Progetto MkUltra, il programma concepito dalla C.I.A per il controllo e la manipolazione mentale.

Colui che maggiormente contribuì e sostenne il progetto fu proprio il direttore della C.I.A. Allen Dulles.

Durante gli anni della sua carica designò come capo del Progetto MkUltra il biochimico Sydney Gottlieb, fino ad allora capo del settore dedicato ai non meglio identificati “servizi tecnici”, TSS (Technical Services Staff).
Sydney Gottlieb fu una figura quanto meno singolare. Sia dal punto di vista professionale che strettamente personale.

Era un uomo indubbiamente curioso, la cui inquietudine mentale lo spingeva a cercar sempre nuovi limiti per il solo gusto di superarli; tortuosi i suoi percorsi religiosi, che lo videro abbandonare l’ebraismo e abbracciare il buddismo zen, non senza crisi mistiche come intermezzo.
Un lieve difetto fisico gli impedì di prestare servizio militare nel corso della Seconda Guerra Mondiale e, perfettamente in linea con la sua indole, visse il rifiuto come un affronto.

Il lato oscuro di Sydney Gottlieb

 

Durante i primi anni in cui prestò servizio come agente Gottlieb partecipò a numerosi azioni e piani in protocollo di segretezza.
Agì a Cuba in missione, con l’intento di avvelenare i sigari di Fidel Castro, nel piano che prevedeva l’eliminazione fisica dei leader nemici degli Stati Uniti.

Agì anche in Congo, con l’obiettivo di assassinare Patrice Lumumba, primo leader eletto dalla nuova Repubblica.

Entrambe le missioni fallirono e fu in questo contesto che, tornato in patria, accettò l’incarico come Capo del Progetto MkUltra.

Ma Sydney Gottlieb era anche altro: secondo una fonte accreditata (un amico vicino alla sua famiglia) Sydney era particolarmente attratto dall’uso di LSD, sembra infatti ne sia ricorso “centinaia di volte” secondo la fonte stessa.

Uno degli argomenti che più lo attraeva, oltre alle droghe, era l’illusionismo, infatti, entrò in confidenza con uno dei più famosi professionisti del settore di quegli anni: John Mulholland. L’illusionista gli insegnò l’inganno nel linguaggio gestuale e Gottlieb imparò bene l’arte.

Il sodalizio dette presto i suoi frutti; nel 1953 lo stesso illusionista Mulholland si ritirò dalle scene e prestò la sua sapienza alla C.I.A.

Insegnò agli agenti come somministrare LSD, o altre sostanze, manomettendo spazzolini da denti, o versando i farmaci nelle bevande o contaminando sigari.

Gli agenti ebbero modo di apprendere in fretta le tecniche dall’ex illusionista e, alla nomina di Gottlieb a capo del progetto MkUltra da parte del direttore Dulles, intensificarono il loro apprendimento.

I “viaggi” degli agenti segreti

Il Progetto prende vita proprio con la somministrazione, consenziente e reciproca, fra gli agenti.

Il protocollo prevedeva che due agenti alla volta venissero confinati in una stanza e, somministrato ad entrambi l’LSD, questi dovessero registrarne gli effetti a vicenda.

Più tardi il protocollo assunse varianti e una di queste prevedeva che gli agenti imparassero a somministrare droghe senza che la “vittima” se ne accorgesse; come addestramento venne loro indicato di drogarsi a vicenda e, solo a cosa avvenuta, avevano l’obbligo di avvertirsi con una frase in codice: “sta per cominciare il tuo viaggio“.

Numerosi furono gli episodi che presero presto il nome di “brutto viaggio“.

L’assunzione di LSD non crea dipendenza ma il suo effetto è fortemente soggetto a varianti non prevedibili: così cambieranno i risultati da persona a persona, nonché in base al quantitativo del farmaco stesso.

Si riporta di un caso in cui, un agente drogato dai colleghi, prese a vagare per le strade di Washington in preda a deliri.

Era letteralmente terrorizzato dalle auto che egli vedeva come mostruose creature aliene. I colleghi, dopo aver drogato il suo caffè e averlo avvertito del “viaggio” in arrivo, non riuscirono a trattenerlo in sede.

Nonostante alcuni insuccessi il Programma MkUltra non retrocedette, Gottlieb e i suoi uomini capirono piuttosto che era giunto il momento di espandere la ricerca.

Per questo motivo stanziarono un finanziamento e attraverso uno stratagemma per giustificare somme di denaro, allargarono i confini della sperimentazione. Ed entrarono in un carcere.

Il Progetto MkUltra comincia ad espandersi

Siamo a Lexington (Kentucky).

Attraverso la collaborazione del National Institute of Mental Health, il dottor Harris Isbell riceve finanziamenti dalla C.I.A per collaborare al Progetto MkUltra.

Il Centro per la riabilitazione nel quale il dottor Isbell prestava servizio era una prigione federale, i cui detenuti erano rinchiusi per reati correlati alla droga. Tutti tossicodipendenti e in larghissima maggioranza neri.

Ai detenuti venne proposta la partecipazione ad un non meglio identificato programma, con il tornaconto di uno sconto di pena e la possibilità di assumere dosi di droga.

Vi furono dei volontari, come si può immaginare, ai quali venne richiesta la firma sul consenso informato e da quel momento somministrarono loro allucinogeni e  nuove droghe sperimentali di altra natura fornite dalla C.I.A.

Ad un gruppo di 7 detenuti, per bene 77 giorni consecutivi, venne somministrato LSD. Più tardi, all’avvio della commissione del Congresso, il dottor Isbell definì l’esperimento a Lexington come “un lavoro davvero eccellente“. Questo pur non avendo mai effettuato ulteriori controlli sugli effetti a lungo termine.

Il Progetto MkUltra pareva inarrestabile ormai; dagli agenti della stessa C.I.A., agli istituti di ricerca, fino ai detenuti nelle carceri che inconsapevolmente prendevano parte al più grande esperimento su cavie umane mai esistito.

Prossimo turno: i cittadini

Ben presto l’obiettivo divenne l’uomo comune, il cittadino ignaro.

L’Agenzia affittò appartamenti dislocati in punti lontani fra loro, come quello al  Greenwich Village di New York. Si assunsero le spese dell’intera ristrutturazione e lo adibirono a casa di appuntamenti.

Al suo interno le prostitute ingaggiate dovevano somministrare LSD nelle bevande che offrivano ai loro clienti.

Questo divenne il modus operandi degli uomini di Gottlieb e quando il percorso intrapreso andò delineandosi si presentò il bisogno di assegnare un capo al “sottoprogetto3“.

L’uomo giusto pareva essere George White.

White era un veterano della narcotici e aveva già precedentemente collaborato con la C.I.A.

Durante la guerra infatti era suo in compito di testare gli effetti della  marijuana in ambito degli interrogatori ai prigionieri.

Era un uomo imponente e sopra le righe, i cui metodi risultavano quanto meno discutibili, la sua tecnica di adescamento avveniva nei bar di New York, ove si presentava come artista di strada o marinaio. Una volta guadagnata la fiducia delle persone le invitava nel suo appartamento.

Lì le drogava e ne studiava il comportamento sottoponendoli a interrogatorio; voleva testare gli effetti della droga considerandola come fosse siero della verità.

**Fine della 2° parte**

Lucia Codato.

 

 

 

 

 

 

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