Henri Désiré Landru, meglio conosciuto come Henri Landru o “il vero Barbablù”, nacque a Parigi nella primavera del 1869. Nonostante le sua indole adulta fosse criminale, Henri ebbe un’infanzia abbastanza felice e, fin da bambino, si distinse per i suoi modi educati e gentili. La sua era infatti un’agiata famiglia parigina la quale, ai tempi, si impegnò molto per impartire al ragazzo una buona educazione. Il contesto familiare in cui Henri Landru crebbe, dunque, fu del tutto normale e nessun evento traumatico sconvolse mai la sua vita da adolescente.

Considerato dai professori un alunno diligente, Landru riuscì ad emergere senza difficoltà negli studi. Frequentò l’istituto di Ingegneria Meccanica a Parigi anche se, in seguito, fu costretto a rinunciare alle proprie aspirazioni accademiche perché chiamato a svolgere la leva militare obbligatoria. Lasciati gli studi Henri entrò ufficialmente a far parte dell’esercito della Francia, e lì intraprese una carriera lunga ben quattro anni che, alla fine, lo portò a raggiungere il grado di Sergente.

Una volta però finito il servizio militare e ultimata la chiamata alle armi, le sorti di Henri Landru cambiarono decisamente. Il 7 ottobre 1893 Henri sposò Marie-Catherine, ragazza conosciuta prima di arruolarsi e, dall’unione tra i due, nacquero ben 4 figli. Con l’abbandono della carriera militare il ritorno in società non fu per niente facile e i problemi, soprattutto quelli economici, finirono col peggiorare molto una situazione già di per sé difficile. Prima di sposarsi inoltre Henri aveva avuto una figlia dalla cugina Marie Charlotte Remy (che ai tempi rifiutò di sposare). Le nozze mancate però non sottrassero Landru dai propri doveri. L’ex Sergente infatti si ritrovò così a dover mantenere due famiglie, ovvero: quella nuova e quella composta dalla sua prima figlia e dalla cugina Marie.

I soldi erano sempre meno e, non avendo né un’entrata di denaro fissa né tanto meno un lavoro stabile, per Henri Landru divenne sempre più difficile portare del cibo in tavola e non cadere nella miseria più assoluta. Fu allora che decise di darsi all’attività di truffatore. Cambiò ben 15 lavori prima di diventare un imbroglione professionista e, dopo la prima frode, l’idea di tornare ad essere un cittadino onesto venne completamente abbandonata, soprattutto quando vide quanto facile era accaparrarsi del denaro senza dover faticare troppo. Da quel momento in poi però Henri, a seguito dei suoi imbrogli, non fece altro che entrare e uscire dalle carceri francesi senza un momento di sosta.

Una situazione questa che, ovviamente, finì col turbare la sua persona, tant’è che lo stesso, nel 1906, in carcere tentò addirittura il suicidio. Gli psichiatri lo dichiararono malato di mente (anche se in forma lieve) ma, secondo molti, il tentato suicidio di Henri Landru è da considerarsi solo una mossa accuratamente premeditata dallo stesso, col fine ultimo di farsi ridurre la pena per i crimini commessi. Una tesi questa che, se paragota alla sua attività da assassino seriale, sembra non essere poi così assurda. Henri Landru infatti, un uomo barbuto e dai modi eleganti, non si  è mai comportato come il “classico serial killer”. Non era violento e non agiva mai travolto dall’impeto o dalla rabbia. Era al contrario un assassino freddo e razionale, capace di organizzare tutto nei minimi dettagli. Prima di agire progettava tutto anticipatamente, senza ma trascurare niente. Ogni azione, dunque, aveva il suo perché e i suoi obiettivi venivano raggiunti dopo un’accurata analisi e pianificazione del suo operato.

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