Ancora, le indagini svolte in seguito, portano alla luce altri due cadaveri di giovani uccisi fra l’agosto 1976 e l’ottobre seguente: cadaveri non identificati ma uno di questi giaceva sulla stessa fossa di William Carroll, ucciso da Gacy nel giugno precedente.

  • 24 ottobre 1976: questa volta il Killer Clown colpirà due ragazzini insieme. Kenneth Parker e Michael Marino vennero visti vivi per l’ultima volta nel pressi di un ristorante. Vennero sequestrati in coppia, violentati a turno, strangolati e sepolti insieme.
  • 26 ottobre 1976: William Bundy, 19 anni, anch’egli impiegato nell’azienda di Gacy. Di lui non si seppe più nulla fino al ritrovamento del suo cadavere sepolto nelle fondamenta della casa di John Wayne Gacy.
  • dicembre 1976: il numero delle vittime scelte fra i suoi dipendenti continua. Gregory Godzik era impiegato da pochissimi giorni quando scomparve nel nulla. La sua famiglia interpellò Gacy che riferì loro di aver ricevuto un messaggio in segreteria dove il ragazzo esprimeva l’intenzione di fuggire lontano. Aggiunse che, purtroppo, il messaggio era stato cancellato.
  • 20 gennaio 1977 John Szyc si reca a casa del Killer Clown per una trattativa legata all’acquisto della sua auto da parte di Gacy. I suoi resti dividevano la fossa con l’amico Godzik; la sua auto venne rivenduta ad un altro dipendente.

Si ritenne che nel periodo che va dal dicembre ’76 al marzo del ’77, il killer uccise ulteriori 3 uomini.

  • maggio 1977, Gacy uccide Matthew Bowman, 19 anni. Seppellito con ancora la corda usata per strangolarlo avvolta al collo del giovane.

Nei tre mesi intercorsi fra il settembre e il dicembre dello stesso anno, il 1977, Gacy uccise altri sei uomini: fra questi compaiono due marines e il figlio di un sergente di polizia.

Il delirio di onnipotenza lo porta ad abbassare inesorabilmente la guardia.

John Wayne Gacy sapeva muoversi molto bene. Come detto più volte, godeva di stima dai concittadini, per il suo impegno sociale ma anche per quell’attività che andava a gonfie vele.

Nessuno sospettava che dietro quell’uomo dall’aria benevola che vestiva i panni del Pagliaccio Pogo che tanto faceva divertire, si nascondesse in realtà un killer famelico di giovani vittime. Così abile divenne nel suo gestire gli altri da incappare nel più antico degli errori: la sopravvalutazione.

  • 30 dicembre 1977: Robert Donnelly, studente di 19 anni. Verrà adescato da Gacy nei pressi di una fermata della cittadina e condotto nell’abitazione degli orrori: Donnelly subì violenze sessuali e sevizie per ore e ore. Venne torturato e sodomizzato fino a quando Gacy, sfinito, caricò in macchina la vittima e la condusse alla sua azienda dove, inspiegabilmente, la lasciò libera di andare. Donnelly sporse immediatamente denuncia alle autorità e riportò le sevizie subite. Gacy venne interrogato dalla polizia il 6 gennaio 1978 e ammise, sì, di essere l’autore di quelle ferite, dichiarando di aver avuto un rapporto sessuale sadomaso con Donnelly e che il giovane fosse consenziente. Il caso venne archiviato e ancora una volta la polizia si lasciò sfuggire il Killer Clown.
  • 16 febbraio 1978: William Kindred 19 anni. Scomparso nel nulla dopo una serata in un bar con gli amici venne rinvenuto fra le vittime sepolte nella casa di Gacy. William fu l’ultima delle vittime che avrebbe seppellito nella fondamenta della sua casa. Dopo di lui, cominciò a gettare i corpi nel Des Plaines River.
  • marzo 1978: Jeffrey Rignall, 26 anni, accetta un passaggio da Gacy. Finirà sodomizzato e torturato con l’ausilio di diversi strumenti. Ancora una volta Gacy lascerà libera la sua vittima; ancora una volta la sua vittima denuncerà l’aggressione, la violenza sessuale, la tortura.

Inspiegabilmente, ancora una volta, la polizia non riterrà opportuno indagare.

  • 12 ottobre 1978: Robert Piest chiuderà il cerchio del male. Robert Piest aveva 15 anni e lavorava in una farmacia quando scomparve. Robert aveva però confidato a molte persone, parenti e amici suoi, di aver conosciuto il signor John Wayne Gacy e che questi gli offriva un lavoro: il ragazzo infatti aveva un appuntamento proprio a casa del killer il 12 ottobre.

La famiglia di Robert segnalò la scomparsa del ragazzo alla polizia e fornite le indicazioni lasciate dallo stesso Robert, si recarono a casa di Gacy per interrogarlo. 

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